Cartoline dalla Russia (4/8). Lettere da San Pietroburgo

4 gennaio 2013

Sono circa le 15.30 di un freddo pomeriggio di inizio gennaio quando il treno notturno da Mosca entra nella stazione principale di San Pietroburgo.

Io sono bollente, e non in senso buono. Un po’ è colpa della febbre che avevo ieri (quando ho passato tutto il giorno immobile nel letto dell’ostello di Mosca, giornata memorabile). Un po’ è perché sul treno faceva caldissimo. Ho veramente bisogno di aria fresca.

San Pietroburgo. Fortezza di Pietro e Paolo

Fortezza di Pietro e Paolo

San Pietroburgo. Fortezza di Pietro e Paolo

Fortezza di Pietro e Paolo

San Pietroburgo. Fortezza di Pietro e Paolo

Fortezza di Pietro e Paolo

Due cose mi colpiscono all’istante appena esco dalla stazione. Una è la strada, che mi fa pensare all’Europa. Mi sbaglierò, ma se guardo le vie, gli edifici, i negozi… Tutto sembra emanare un nonsoche di europeo.

L’altra cosa che mi colpisce è la qualità dell’aria. È completamente diversa da quella di Mosca. È frizzante, sembra quasi nordica, ti vibra sulle guance mentre aspetti il verde al semaforo.

(Spoiler: sto scrivendo queste righe il giorno stesso in cui sono arrivata a Piter, ‘soprannome’ con cui è nota San Pietroburgo. Eppure questa sensazione è destinata a durare. Sarà colpa del cielo trasparente e della perfezione dei fiocchi di neve.)

San Pietroburgo. San Pietroburgo

E c’è anche qualcos’altro. All’inizio, quando ci faccio caso, mi sembra impossibile, eppure non riesco a smettere di notarlo: è tutto così silenzioso. Dopo aver passato la scorsa settimana in una Mosca affollata, rumorosa, ‘in preda’ al Natale, qui sembra quasi che le cose e le persone si muovano più lentamente e parlino come sussurrando. Neanche le auto fanno così rumore quando passano via.

Il primo giorno riesco a vedere pochissimo della città: praticamente solo la strada dalla stazione all’ostello. Insomma, non so ancora cosa ne penso. Per alcuni l’apparenza inganna, mentre per altri è la prima impressione che conta. Non ho ancora deciso da che parte sto.

San Pietroburgo. San Pietroburgo

San Pietroburgo. Fortezza di Pietro e Paolo

Fortezza di Pietro e Paolo

 

5 gennaio 2013

24 ore dopo l’impressione è ancora delle migliori. Oggi a momenti mi tirano sotto a un incrocio vicino all’ostello, ma a parte quello la città è bellissima.

La Prospettiva Nevskij (Невский проспект), la strada più centrale di San Pietroburgo, è ampia, infinita e splendida. Appena sbuchi sul corso, soprattutto se vieni da una delle tante stradine laterali, si rivela in tutta la sua bellezza imponente ed elegante. Sembra quasi una regina che sfila davanti alla folla in un giorno di festa, vestita di ermellino e gioielli preziosi.

I marciapiedi sono mezzi coperti di neve e ghiaccio (che è l’ermellino, ovviamente) e le luci di Natale sono brillanti e onnipresenti più o meno quanto gli alberi di Natale fuori da negozi e cattedrali sui lati della via.

San Pietroburgo

Prospettiva Nevskij

San Pietroburgo

Molte delle strade laterali sono attraversate da canali – okay, non in questo periodo dell’anno, ma ci sono, c’è acqua ovunque. A farla da padrona però è il fiume Neva (Нева). Ha un letto talmente ampio da sembrare sconfinata. Lungo l’orizzonte sono allineati edifici colorati e maestosi, ci sono ponti a ogni angolo e il fiume in sé ricorda una soffice coperta.

Poi, se guardi in su, vedi il cielo e, una volta che l’hai notato, non puoi non tenerlo d’occhio a intervalli regolari mentre vai in giro.

Le nuvole sono dense e spesse, ma poi all’improvviso si aprono e appare un frammento di blu. Dura solo qualche secondo, ma è abbastanza perché l’aria cambi colore, gli edifici diventino più brillanti e anche la neve più scura torni più bianca. Poi, di nuovo, tornano le nuvole e il cielo si fa coperto. Fino alla prossima folata di vento.

Mi rendo conto che avrei potuto direttamente dire che ‘AMO il cielo di San Pietroburgo’, ma non sono molto brava ad andare dritta al punto.

San Pietroburgo.

San Pietroburgo. Fiume Neva

Fiume Neva

San Pietroburgo

E parliamo della neve. Oggi ha cominciato a nevicare fortissimo: i fiocchi erano giganti come mai li ho visti prima. La mia prof di russo di Mosca aveva ragione quando mi ha detto che ci sono due tipi di fiocchi di neve: i ‘classici’ a forma di cristallo e quelli ‘multipli’, formati da più fiocchi assemblati insieme. Hanno perfino due nomi diversi in russo, rispettivamente snezhniki (снежники) and khlop’i (хлопьи).

San Pietroburgo San Pietroburgo San Pietroburgo

 

8 gennaio 2013

Okay, oggi era l’ultimo giorno a Piter. Era anche il giorno dell’Hermitage. A prescindere da quante volte uno lo posticipi al giorno successivo, alla fine arriva il momento in cui deve andarci: è parte integrante dell’esperienza-San-Pietroburgo.

Ho passato più o meno cinque ore a vagare fra stanze sontuose, scalinate imponenti illuminate da splendenti candelabri di cristallo e corridoi senza fine variamente illuminati.

Il primo piano consiste interamente di marmi e sarcofagi e, più in generale, arte antica da varie parti del mondo (di cui, a dirla tutta, ho accidentalmente saltato un paio di sezioni).

Il secondo piano richiede energie infinite, come suggerisce anche la mappa. Mina seriamente la tua resistenza fisica e, quando ti rendi conto di essere arrivato in fondo, tutto quello di cui hai bisogno è del cibo (e, se fumi, una sigaretta).

Dopo aver ingerito cibo e caffeina in quantità, sei pronto per il terzo piano, dove è esposta la collezione del XX secolo.

San Pietroburgo. Hermitage

Hermitage

San Pietroburgo. Hermitage

Hermitage

San Pietroburgo. Hermitage

Hermitage

Uscire all’orario di chiusura è stata una delle mie cose preferite di tutta la visita. È bellissimo scendere verso il guardaroba al piano terra e realizzare quanto tutto sia immobile e silenzioso. Poi, quando esci, è bellissimo anche sentire il freddo sulle guance, dopo tutte quelle ore passate in piedi davanti alle opere.

Come potrai immaginare, nei cinque giorni passati a Piter abbiamo visto e visitato parecchi musei e monumenti, oltre all’Hermitage. E avrei anche potuto raccontarteli tutti.

San Pietroburgo. Carskoe Celo

Carskoe Celo

San Pietroburgo. Carskoe Celo

Carskoe Celo

San Pietroburgo. Carskoe Celo

Carskoe Celo

Avrei potuto parlarti della Fortezza di Pietro e Paolo, la cittadella fondata da Pietro il Grande nel 1703 da cui è nata la stessa Piter. Oggi vi ha sede (anche) il Museo storico di San Pietroburgo.

Oppure di Carskoe Selo (Царское село), cittadina situata 25 km a sud di Piter e sede di un complesso di residenze della famiglia imperiale. O magari delle sue chiese: la Cattedrale di Kazan, la Cattedrale di Sant’Isacco e la Chiesa del Salvatore sul Sangue Versato (Храм Спаса на Крови), la più iconica di tutte, grazie alle cupole a cipolla multicolore e la ricca decorazione a mosaico degli interni.

Avrei potuto raccontarti tutto di tutto, ma ho scelto di non farlo. Fatti e curiosità li puoi cercare e leggere da te. Dopotutto, a che serve Google?

No, ho scelto di portarti a fare un giro per la città così come l’ho scoperta io, perdendomici (almeno un po’), e ho scelto di parlarti del cielo, del fiume, della neve, dei palazzi e della luce d’inverno. Spero non ti dispiaccia.

San Pietroburgo.

San Pietroburgo. Cattedrale di Sant'Isacco

Cattedrale di Sant’Isacco

San Pietroburgo. Cattedrale di Kazan

Cattedrale di Kazan

 

10 January 2013

Cinque giorni volati via: è già ora di lasciare San Pietroburgo. E visto che non abbiamo comprato i biglietti del treno per tempo, non ci sono più posti in terza classe e dobbiamo viaggiare in quarta.

Proprio mentre scrivo queste righe il treno sta lasciando la stazione. Il pavimento è lurido e le finestre sono coperte di vapore e ghiaccio. Vedo la città che scompare in lontananza, il paesaggio urbano che pian piano diventa campagna buia e innevata.

I prossimi tre giorni li passiamo in giro per l’Anello d’Oro (Золотое кольцо). La prima tappa è Jaroslavl’ (Ярославль).

San Pietroburgo. Stazione ferroviaria

Stazione ferroviaria

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