Isole Faroe 2018 (3/8). In macchina fino a Gjógv

La ‘gita’ a Gjógv (pronunciato /ʤɛgv/) è stata un po’ una cosa improvvisata. Avevamo preparato una lista di possibili gite di una (o mezza) giornata, ma non riuscivamo a sceglierne una in particolare.

Il calendario ci ha aiutato molto. Avevamo già prenotato l’uscita a Mykines per il mercoledì e fatto una bozza di piano per il martedì, quindi avevamo a disposizione lunedì e giovedì.

La gita a Gjógv era prevista tutti i lunedì. Ecco, in un certo senso è la gita che ha ‘scelto’ noi.

Abbiamo prenotato con 62°N Travel*, una delle agenzie turistiche delle Faroe (vedi il mio post ‘Info tecniche, fatti, curiosità e numeri’ per dettagli e link utili!).

Luogo e ora di ritrovo erano la stazione dei bus di Tórshavn alle 9 di lunedì mattina. Saremmo atterrate a Vágar la sera prima, per cui, vista la tabella di marcia mediamente serrata che avevamo, ero abbastanza preoccupata che un cambio di orario o ritardo (o cancellazione) dell’ultimo minuto ci avrebbero rovinato i piani.

Per fortuna non è successo. Il lunedì mattina abbiamo preso il primissimo bus della giornata da Sandavágur a Tórshavn. Ben prima delle 9, ancora assonnate, già facevamo avanti e indietro nel parcheggio della stazione dei bus. Non avevamo idea di che tipo di mezzo e/o guida (o guide?) ci sarebbero venuti a prendere.

Isole Faroe. Streymoy

Streymoy

Isole FaroeBen presto, però, un signore è uscito da un van, ci si è avvicinato e si è presentato come la nostra guida. Poi si è avvicinato a un’altra ragazza lì in zona (che aveva prenotato il nostro stesso tour) e siamo saliti tutti in macchina.

Abbiamo praticamente guidato dritti fino a Gjógv, anche se ci siamo fermati diverse volte in punti strategici lungo la strada, senza contare che la nostra guida, rigorosamente del posto, ci ha regalato innumerevoli storie e curiosità senza pausa. Super interessante e super divertente!

Va da sé che il paesaggio non ha mai smesso di essere spettacolare. Non so neanche quanto uno possa perdersi alle Faroe, visto che pare quasi esserci una sola strada, che poi a un certo punto diventa ponte o tunnel (sottomarino) quando attraversa una montagna o lo stretto fra due isole. Ma sto divagando.

 

Mentre eravamo ancora su Streymoy (l’isola della capitale), abbiamo visto la prigione (l’unica di tutte le isole). È un complesso piuttosto grande e si trova abbastanza in quota, lungo un pendio. Ospita otto detenuti. Il fatto che siano stati tutti condannati per reati minori ha una duplice spiegazione. Da un lato, quando vengono commessi reati più gravi, il colpevole viene mandato in carcere in Danimarca. Dall’altro, il tasso di criminalità alle Faroe è molto basso, tanto che non sono neanche sicura ci siano poi tanti casi di reati gravi da considerare.

Che dire?, la vista dalla sede della prigione è meravigliosa.

Isole Faroe. Strada per Gjógv. Ponte che collega Streymoy ed Eysturoy

Sul ponte che collega Streymoy ed Eysturoy

Isole Faroe Al largo della costa di Streymoy, come di quasi tutte le isole, vedrete ‘gruppi’ di anelli di metallo giganteschi (di solito fra i cinque e i dieci) sulla superficie dell’acqua e un’imbarcazione ancorata vicino alla struttura. Sono impianti di allevamento ittico, strutture chiuse a forma di cilindri situati sott’acqua in cui i pesci (principalmente salmoni e trote) vengono allevati in ambienti controllati e a fini commerciali.

Il cibo viene ‘sparato’ fuori dal peschereccio attraverso piccoli fori e arriva così ai pesci. Anche mentre andavamo in traghetto da Vestmanna alle scogliere, il capitano ci ha indicato un impianto di itticoltura, facendo notare che le strutture possono contenere fino a qualche milione di pesci.

Siamo passati accanto alla stazione baleniera di Við Áir, l’unica ancora in piedi delle sette costruite dalla Norvegia su territorio faroese a inizio Novecento.

 

Poco dopo abbiamo attraversato il ponte che porta sull’isola di Eysturoy e abbiamo girato a sinistra per spostarci verso nord. Più avanti, ci siamo fermati ancora. Il motivo? La cascata di Fossá, che, a vederla, è effettivamente un motivo più che valido per una sosta extra.

La cascata, alta 140 metri e su più livelli, si trova non lontano dal villaggio di Haldarsvík, sulla costa settentrionale di Streymoy. È a dir poco spettacolare. Vista dalla costa opposta dello stretto di Sundini (che separa Streymoy ed Eysturoy), la cascata sembra una linea verticale bianca disegnata su un ‘muro’ di pendii e scogliere apparentemente senza fine.

Isole Faroe. Strada per Gjógv. Cascata di Fossá

Cascata di Fossá

Isole Faroe. Strada per Gjógv. Cascata di Fossá

Cascata di Fossá

In base a quello che ho letto, c’è un percorso escursionistico che sale alla cascata (almeno fino a un certo punto). Posso solo immaginare come sia la vista da lassù.

Poco dopo essere risaliti in macchina, siamo dovuti scendere ancora. Eravamo vicini a Eiði, piccolo e bellissimo villaggio di pescatori sulla costa ovest di Eysturoy.

Da Eiði c’è anche una vista meravigliosa sui due faraglioni Risin e Kellingin, appena al largo della costa settentrionale di Eysturoy. Risin e Kellingin sono il gigante e la strega (sua moglie) mandati alle Faroe dall’Islanda per un motivo ben preciso: restituirle le isole.

Arrivati alle Faroe al crepuscolo, i due cercarono di rubarle legando una corda intorno alla montagna chiamata Eiðiskollur, non lontano da Eiði. Per tutta la notte provarono a raggiungere il loro scopo, ma invano. Anzi, erano talmente impegnati nella loro ‘missione’ da non accorgersi dei primi raggi di sole, che dovevano invece evitare: poiché erano creature della notte, il sole li avrebbe tramutati in pietra.

E proprio questo il sole fece. I due faraglioni al largo di Eiðiskollur sono il gigante e la strega che guardano a ovest, costretti a desiderare la loro terra in eterno senza poterci tornare.

Isole Faroe. Strada per Gjógv. Eiði

Eiði

Isole Faroe. Strada per Gjógv. Risin e Kellingin

Risin e Kellingin

Isole Faroe. Strada per Gjógv. Risin e Kellingin

Risin e Kellingin

Lasciata Eiði, siamo passati accanto a Slættaratindur, che, con i suoi 880 metri di altezza, è la montagna più alta di tutte le Faroe. Si dice che, quando il tempo è bello, dalla cima si possano vedere tutte e 18 le isole, se non addirittura la costa islandese (anche se quest’ultimo riferimento è piuttosto controverso). Il suo aspetto a strati è inconfondibile e splendido.

Se avete letto qualcosa di Slættaratindur, avrete anche letto che è tradizione salire in cima alla montagna il 21 giugno per vedere il tramonto e, poche ore dopo, l’alba. L’aneddoto è stato prontamente confermato dalla nostra guida: mentre contemplavamo la montagna (cercando di immortalarla come meglio potevamo), ha spiegato che lui e i suoi amici hanno ‘l’abitudine di salire in cima la notte del solstizio d’estate’.

Eravamo quasi arrivati alla meta, quando ci siamo trovati vicino a un pendio super ripido e una strada tutta a tornanti che si snodavano lungo la montagna. Quella è una delle viste più incredibili che io abbia visto alle Faroe. Da un lato avevamo il pendio che portava al villaggio di Funningur, proprio ai piedi della montagna. Il villaggio, molto piccolo e non ben servito dai mezzi pubblici, è affacciato sull’omonimo fiordo (Funningsfjørdur). Intorno c’erano solo montagne: a destra ancora quelle di Eysturoy e, di fronte, in lontananza, quelle di Kalsoy. Kalsoy sembrava così vicina, eppure così misteriosa, desolata e remota. Kalsoy mi affascina così tanto.

Isole Faroe. Strada per Gjógv. Slættaratindur

Slættaratindur

Isole Faroe. Strada per Gjógv. Funningur e Kalsoy

Funningur e, in lontananza, Kalsoy

Isole Faroe Islands. Strada per Gjógv. Funningur

Funningur

Funningur si trova a soli 4 km da Gjógv, per cui a quel punto ci si arriva in fretta.

 

Per quando ci siamo arrivati noi, però, il tempo è improvvisamente peggiorato. La nostra guida ha saggiamente predetto: ‘A breve inizia a piovere’, a cui ha aggiunto: ‘Ma sarà roba da poco, smette presto. Possiamo andare a ripararci (e bere un caffè) alla pensione e poi andare a vedere la gola’. Si è ovviamente messo a piovere subito e, ovviamente, è stato davvero un temporale di breve durata.

La ‘pensione’ in questione è la Pensione Gjáargarður, edificio in legno con il tetto erboso vicino alla baia. È super caratteristica ed è garanzia di un soggiorno confortevole e autenticamente faroese. L’unica cosa (che per alcuni può essere un limite) è che è piuttosto isolata, per cui, se non avete la macchina, non è proprio facile muoversi con i mezzi da e verso Gjógv.

Siamo andati dritti in sala da pranzo, dove abbiamo bevuto caffè e mangiato pancake con panna e marmellata di rabarbaro (talmente buona che il giorno dopo, quando l’abbiamo vista al supermercato, ne abbiamo dovuto comprare un barattolo). Per quando abbiamo finito, aveva anche smesso di piovere.

Una delle principali attrazioni di Gjógv è la stessa posizione: una valle proprio accanto a una gola naturale (la parola Gjógv significa proprio ‘gola’ o ‘fenditura’). La gola, facilmente raggiungibile dalla strada dietro la pensione, sembra una profonda incisione che ha tagliato in due la roccia. La fenditura, lunga 200 metri, forma un piccolo porto naturale ai piedi della gola, accessibile da una scalinata in cemento proprio vicino alla strada. Magari ci troverete una barca ancorata alla riva, ma non è detto: i venti forti o il mare mosso rischiano di far schiantare le imbarcazioni contro la roccia.

Già che ci siete, una volta raggiunta la gola, prendete il sentiero che parte a sinistra della scalinata. Questo segue il profilo della fenditura, che, ovviamente, significa anche viste spettacolari dell’oceano, delle montagne e della stessa Gjógv.

Isole Faroe. Gjógv. Pensione Gjáargarður

Gjógv, Pensione Gjáargarður (l’edificio con il tetto erboso)

Isole Faroe. Gjógv. Pensione Gjáargarður

Gjógv, Pensione Gjáargarður

Isole Faroe. Gjógv

Gjógv

Isole Faroe. Gjógv Isole Faroe. Gjógv

Isole Faroe. Gjógv

Gjógv, gola naturale

Isole Faroe. Gjógv

Gjógv, gola naturale

Isole Faroe. Gjógv

Gjógv, gola naturale

 

Avevamo una tabella di marcia piuttosto intensa, per cui non ci siamo potuti fermare a lungo a Gjógv. Il viaggio di ritorno a Tórshavn è stato abbastanza diretto, con l’eccezione di due tappe (scelte con cura) su Streymoy: una nei pressi del Kollafjørður, sulla costa est, e l’altra vicino a Norðradalur, piccolo villaggio sulla costa ovest. In entrambi i casi il vento era forte oltre ogni immaginazione, ma la vista era veramente mozzafiato.

Il panorama da Norðradalur, lungo la strada chiamata Oyggjarvegur, è stato particolarmente memorabile. Fra l’altro, è segnalato da un cumulo di roccia, per cui è difficile non notarlo. La vista abbraccia i pendii delle montagne, l’oceano e, in lontananza, l’isola di Koltur e l’isolotto di Trøllhøvdi (la cui forma è abbastanza simile a quella di Koltur, per cui sembra quasi una proiezione di Koltur in secondo piano). A quanto pare, ci è andata veramente bene con il tempo: se solo fosse stato più nuvoloso o ci fosse stata foschia, sarebbe stato impossibile vedere le isole.

Se tutto ciò non basta a farvi venire voglia di includere Gjógv nel vostro ipotetico (o reale) itinerario nelle Faroe (e non perché l’ho scritto io, ma per il posto in sé), insomma… No, dai, non penso sia un’opzione contemplabile!

Tornate a Tórshavn, eravamo pronte a esplorare la capitale. Ma magari parliamone in un altro post, okay?

Isole Faroe. Kollafjørdur

Kollafjørdur

Isole Faroe. Punto panoramico vicino a Norðradalur

Punto panoramico vicino a Norðradalur

 

* Un ringraziamento speciale a 62°N Travel, che ha organizzato l’uscita, e alla nostra guida, l’unico e solo Dani, per i mille racconti, aneddoti, episodi di storia (nazionale e personale) che ci ha regalato  e anche per le due fermate extra lungo il percorso. Ha certamente reso il giro ancora più speciale!

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