Norvegia 2017 (6/6). Nyholms Skandse e il solito arrivederci

Nyholms Skandse è un forte ottocentesco dal quale si gode una vista meravigliosa su Bodø e tutte le sue montagne. Vedere per credere!

 

Se negli altri post di Bodø ho parlato (più che diffusamente) di alcuni luoghi chiave in città e nei dintorni, c’è un posto in particolare che ho giusto (forse) appena menzionato, ma si è rivelato decisamente una bellissima sorpresa: Nyholms Skandse.

Diciamo che siete al porto e percorrete il Moloen fino alla fine del molo (lungo l’installazione Senza Titolo di Tony Cragg, ricordate?). Ecco, proprio lì di fronte, oltre l’acqua, c’è una roccia sporgente proprio al termine di un piccolo istmo e, in cima a una collinetta, una struttura circolare che ricorda una fortificazione. (Sì, quella è Nyholms Skandse).

Bodø, Nyholms Skandse Bodø, Nyholms Skandse

Lì sul momento magari non vi dice molto, quando la vedete. Anche io non ci ho fatto tanto caso, tanto ero sopraffatta dalla bellezza del porto illuminato dalle nuvole rosa.

Il giorno dopo, sul bus di ritorno da Saltstraumen, ho guardato la mappa per vedere dove potessi passare le ultime due ore di luce di quella giornata. Ho così notato di nuovo quell’istmo e ho deciso di andare dritta fin là appena scesa dal bus. E ci sono andata davvero.

Bodø, Nyholms Skandse

 

Come arrivare

Arrivare a Nyholms Skandse è la cosa più facile che c’è. Dalla stazione ferroviaria (sempre uno dei punti di riferimento più comodi quando si tratta di dare indicazioni a Bodø) prendete la via chiamata Jernbaneveien e proseguite sempre dritto – potete tranquillamente stare sul vialetto pedonale a destra della strada.

All’inizio passerete accanto a depositi, qualche negozio, fabbriche e condomini. Poi, gradualmente, vedrete che starete attraversando la zona industriale della città. Niente paura, quando arrivate al punto in cui non potete più andar dritto, ma solo svoltare, girate a sinistra (la via si chiama Burøyveien). Ancora, seguite la strada principale – e occhio, perché poco più avanti la stradina pedonale non c’è più.

Bodø, Nyholms Skandse Bodø, Nyholms Skandse

All’inizio vi verrà da pensare che state sbagliando strada, che ‘dai, non può essere giusto’. Lungo la strada ci sono solo fabbriche, montagne di carbone e altre materie prime e camion, parcheggiati o di passaggio in strada.

Anche a me sembrava di essere nel posto sbagliato. A un certo punto, anzi, stavo per tornare indietro, ma poi ho intravisto, nel profilo dei palazzi e delle montagne, un ‘fazzoletto’ di cielo rosa.

‘Voglio andare là’, ho pensato. Così, alla fine ho proseguito.

Bodø, Nyholms Skandse

A un certo punto c’era un bivio ed entrambe le vie sembravano inaccessibili. Sulla destra c’erano un cancello chiuso e una fila di camion parcheggiati lì fuori, mentre sulla sinistra c’era… nulla se non (altre) montagnette di carbone e una stradina laterale apparentemente chiusa.

Andate a sinistra. Costeggiate l’edificio e, proprio dietro, beh, capirete di essere arrivati.

Bodø, Nyholms Skandse

 

Dunque, Nyholms Skandse

Ma cos’è esattamente Nyholms Skandse?, vi chiederete. Okay, bella domanda.

Il Forte di Nyholm (‘Skandse’ in norvegese) è stato costruito nel 1810, quando la Danimarca/Norvegia combatteva con Napoleone contro l’Inghilterra. A causa del blocco imposto dagli inglesi fra il 1807 e il 1814, la popolazione dipendeva interamente dalle forniture di cereali che arrivavano dal Mar Bianco (ovvero dalla Russia). In quegli anni circa un centinaio di strutture simili furono costruite in Norvegia per difendere le scorte di cereali dagli attacchi delle navi da guerra inglesi. Nyholms Skandse è (insieme a quello di Hammerfest) uno dei due forti eretti nella Norvegia del nord.

Il forte venne chiuso nel 1835 e lasciato cadere in rovina. Solo intorno al 2000 il complesso venne finalmente ristrutturato e fu riconosciuta l’importanza storica di ogni sua parte: il forte in sé, i cannoni e il faro dietro l’edificio, affacciato sul mare.

Bodø, Nyholms Skandse Bodø, Nyholms Skandse

Se dovessi dare le istruzioni su come fare il giro del complesso, probabilmente mi verrebbe spontaneo darne tre:

1. Varcate il cancello in legno da cui si accede al forte e fate i due passi che vi portano alla terrazza in cima, dove, fra l’altro, sono anche esposti i cannoni.

2. Tornate giù, attraversate di nuovo l’arco in legno e costeggiate il muro esterno del forte finché non arrivate dietro la struttura. Lì fermatevi e guardate. Quello è il punto panoramico che cercavate ed è stupendo, a prescindere dal meteo e dal momento del giorno che scegliete per andarci. La combinazione di elementi che ci ho trovato io è stata incredibile: lo strato di nuvole fitte, il sole che filtrava attraverso le nuvole proprio sopra l’orizzonte e le cime innevate delle montagne.

3. Scendete lungo il vialetto verso il faro, sentite il vento che soffia forte in faccia e nelle orecchie e guardate Bodø sulla sinistra e il mare scuro tutt’intorno.

Bodø, Nyholms Skandse Bodø, Nyholms Skandse

Volevo restare un po’ di più, ma il vento mi portava via e poi stava pian piano diventando buio. Dovevo decidermi a tornare in città. Mentre scendevo dalla collinetta per raggiungere la strada ho incrociato una ragazza che, macchina fotografica alla mano, andava verso il forte. ‘Allora, c’è qualcosa di interessante oggi?’, mi ha chiesto quando mi ha visto. Doveva essere del posto e visitatrice abituale della zona del forte. ‘Sì! Il cielo è ancora rosa, se vai su subito lo vedi, è bellissimo!’, le ho detto. E poi sono andata.

Di tutti i posti in cui sono stata a Bodø e dintorni, Hyholms Skandse mi è sembrato il meno ovvio, tanto era deserto e silenzioso quando ci sono andata. Immagino sia un po’ più turistico e frequentato in estate, in media. Però, come per altri posti che ho visto nei pochi giorni passati lì, è stato bello averlo tutto per me per un po’.

 

Arrivederci, ancora

Il giorno dopo, comodamente seduta sull’aereo per Oslo, ho cercato di mettere insieme pezzi di cose successe negli ultimi giorni. Ho cercato di spiegarmi cosa esattamente abbia reso tutto così unico e speciale questa volta – anche più unico e speciale delle altre volte.

Non so bene la risposta. Cioè, so che il paesaggio artico, la neve, la luce artica (e il buio artico), il mare e le spiagge hanno fatto la loro parte.

Bodø, Nyholms Skandse

Ma forse c’è stato qualcos’altro, per esempio il fatto che fossi andata in Norvegia l’ultima volta più di un anno prima (ohh Trondheim con il sole – e anche senza). O forse (anche) il fatto che lo staff dell’ostello venisse dalla Repubblica Ceca (seriamente, Olomouc?!), ed era quasi assurdo sentire tutto quel ceco parlato nella Norvegia del nord! E i ragazzi dell’ostello sono stati così carini e gentili, tanto da accompagnarmi in macchina in aeroporto quando sono partita.

O forse sarà che la cosa che ho con la Norvegia è davvero una specie di storia d’amore. Di quelle a distanza, almeno per ora, ma insomma, mai dire mai.

Grazie, piccola Bodø. Fino alla prossima volta.

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