Norvegia 2015 (5/6). Gita a Odderøya 2.0

Giro dell’isola di Odderøya sotto una coltre di nuvole: tracce di una stazione di quarantena e sentieri fra i pini fin giù al faro. Wow!

 

Quando siamo tornate a Kristiansand da Bragdøy, abbiamo pensato che il sole fosse rimasto sull’isola, perché la luce era grigia e il cielo era bianco. Noi siamo andate di nuovo a Odderøya: la mattina non avevamo avuto abbastanza tempo per girarla un po’ bene e volevamo vedere qualcosa in più. È stata una saggia scelta da parte nostra.

Odderøya è una zona di escursioni e passeggiate parecchio conosciuta, ma il tempo pessimo, naturalmente, spiegava perché fosse così vuota e silenziosa quando ci siamo tornate.

Contrariamente a quanto fatto al mattino, abbiamo seguito la strada principale, passando oltre una galleria d’arte e un negozio di musica, finché non ci siamo ritrovate a un incrocio e a quel punto non sapevamo che strada prendere. Così, anziché svoltare a destra o a sinistra, siamo andate dritto e abbiamo fatto le scale che andavano su.

Ci siamo ritrovate in cima alla collina, ma continuavamo a non sapere dove eravamo. Abbiamo poi scoperto di essere nella zona dell’isola in cui si concentrano le tracce di attività militare più consistenti: resti di cannoni, rifugi e guardine. Un tempo c’erano anche una stazione di quarantena (la più grande in Europa settentrionale), un ospedale e un cimitero per le vittime di colera. L’isola è stata riaperta come zona per il tempo libero e le escursioni solo all’inizio degli anni Novanta.

Kristiansand, Odderøya

Come risulterà ormai chiaro, non avevamo pianificato granché il nostro giro a Odderøya, eppure in qualche modo l’isola stessa si rivelava gradualmente, un angolo di bellezza dopo l’altro. È a quel punto che abbiamo visto un cartello in legno vicino ai pini, che indicava la strada per l’Odderøya Fyr (Faro di Odderøya). Cosa stavamo aspettando?

Il sentiero era abbastanza ripido, ma sembrava un tappeto di aghi di pino. Fra l’altro, ho scordato di dire che pioveva. Poco più avanti, gli alberi sul lato sinistro del percorso hanno lasciato il posto a rocce nude, che, insieme alla foschia, facevano sembrare il panorama ancora più sublime e drammatico.

Kristiansand, Odderøya

L’ultimo tratto del sentiero è senz’altro il mio preferito. Merito dell’orizzonte avvolto nella nebbia, del mare sconfinato e del grigio delle rocce, che facevano risaltare ancora di più il verde dei pini.

Mentre scendevamo le strette scale in roccia sul percorso, ho alzato gli occhi e ho visto una casa bianca e il faro in lontananza. Il faro sembrava quasi ‘appoggiato’ su una bassa roccia sporgente sul mare, ma la pioggia intensa e il vento forte rendevano le rocce molto scivolose, quindi non ci siamo trattenute quanto avremmo voluto.

Kristiansand, Odderøya

La ripida stradina in salita che partiva dal faro ci ha portato dritte a quell’incrocio a cui ci eravamo trovate prima. Lì abbiamo capito che, se avessimo svoltato a destra la prima volta, saremmo arrivate direttamente al faro. Così, però, avremmo sicuramente fatto un giro molto meno spettacolare.

Questo post è apparso anche sul sito Norway Traveller il 21 febbraio 2017. Premete qui per dare un’occhiata 😉

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