Norvegia 2015 (2/6). Il paesaggio urbano di Kristiansand

A Kristiansand c’è un sacco da vedere: Kvadraturen, Baneheia e Ravnedalen, Strandepromenaden, Cristiansholm Festning, Bystrand Beach, Verven… Vi basta?

 

Dopo una bella dormita, siamo uscite dall’ostello piuttosto presto la mattina. Ebbene sì, eravamo in ostello. Avevamo una stanza privata (piccolissima) e un bagno privato (piccolissimo), ma si trattava pur sempre di un ostello, letto a castello e cucina in comune incluse. Per la prima volta nella sua vita mia mamma ha avuto (quasi) una vera e propria esperienza in ostello. Fantastica.

Kristiansand

Una delle prime cose di Kristiansand che ho notato è stata l’atmosfera incredibilmente mediterranea. Il tempo bellissimo sicuramente aiutava, ma non era solo quello. C’era qualcosa, nei colori, nella luce, nei fiori e nelle fontane vicino alla fortezza, che mi portava a fare quell’osservazione. Fra l’altro, proprio la zona di Kristiansand include alcune località di villeggiatura assai popolari. Che (non) sia una coincidenza?

Il primo giorno ci siamo dedicate al centro. Se c’è una cosa che mi ha colpito quando ho visto per la prima volta la mappa della città, è stata la planimetria del centro. Sembrava diviso esattamente a metà: da una parte c’era un reticolo perfetto di strade perfettamente perpendicolari fra di loro, mentre dall’altra c’era un’enorme macchia verde con alcune chiazze blu chiaro qua e là.

Da quel che ho capito, è stato re Cristiano IV, fondatore della città, a delinearne la pianta: 56 blocchi rettangolari definiti dall’incrocio di 9 strade orizzontali e 6 verticali. Io ne ho contate 8 verticali e 11 orizzontali, ma non voglio essere pignola!

Con una planimetria del genere, come altro poteva chiamarsi la zona del centro se non ‘Kvadraturen’? Ed è proprio da lì che è iniziato il nostro giro in città.

Kvadraturen comprende per lo più edifici bianchi in legno (soprattutto verso l’area chiamata Posebyen, che è anche la più antica), negozi e ristoranti. Davvero, perdersi nel centro di Kristiansand è impossibile.

Kristiansand

Town Square (Piazza della Città) è l’ideale e geometrico centro focale della città. Non solo la cattedrale Domkirke si trova su un lato della piazza; è proprio che tutte le strade portano lì. Quando ci siamo arrivate noi, c’era una luce accecante (sì, c’era così tanto sole! Spoiler: non è durato…) e la piazza era gremita di turisti e gente del posto: chi passeggiava per il centro, chi si rilassava su una panchina e chi semplicemente si beava della bellissima giornata.

Kristiansand Kristiansand

Poco dopo pranzo abbiamo deciso di allontanarci temporaneamente dal centro e siamo andate verso nord, a vedere quella che era la ‘macchia verde’ sulla mappa. Ho poi letto sulla guida che la ‘macchia verde’ è composta in realtà da due zone verdi: Baneheia e Ravnedalen. Non ero sicura di aver capito bene: sembrava proprio una foresta, o n laghi e boschi, praticamente in centro città. Era troppo bello per essere vero.

Kristiansand, Baneheia Kristiansand, Baneheia

Eppure era proprio vero. Eravamo incredibilmente vicine al centro di Kristiansand eppure incredibilmente lontane. Un attimo stavamo attraversando al semaforo e l’attimo dopo eravamo immerse nel silenzio della natura, un silenzio in cui gli unici rumori erano le voci delle (non molte) persone che passeggiavano sul sentiero o nuotavano in uno dei laghetti.

Kristiansand, Baneheia Kristiansand, Baneheia

Purtroppo Baneheia è tristemente nota per i cosiddetti ‘omicidi di Baneheia’, il duplice omicidio, appunto, di due bambine di 10 e 8 anni, violentate e uccise vicino a uno dei laghetti prima che i loro corpi venissero nascosti nel bosco e ritrovati un paio di giorni dopo la scomparsa. I fatti risalgono al 2000, ma hanno comprensibilmente lasciato un segno duraturo nella regione e, più in generale, nel paese.

Kristiansand, Baneheia Kristiansand, Baneheia

Dopo aver contemplato per un po’ le ninfee (c’erano così tante ninfee sui laghetti!), aver bagnato i piedi nell’acqua e aver socializzato con le papere locali, siamo tornate in centro e siamo andate dirette verso il mare. Strandepromenaden, come si intuisce dal nome, è la via lungo la costa.

Kristiansand, Strandepromenaden Kristiansand, Strandepromenaden

Proprio in mezzo, accanto alla strada, c’è Cristiansholm Festning, la fortezza di Kristiansand. È un edificio tozzo, con le mura spesse e, intorno al perimetro esterno, i cannoni sulla balconata che affaccia sul mare.

Kristiansand, Christiansholm Festning

Poco più avanti, proprio alla fine di Strandepromenaden, c’è la spiaggia di Bystrand, che probabilmente è anche il mio posto preferito in città. Sì, perché Kristiansand ha una spiaggetta proprio accanto al centro. Capito? No, dico, wow. Quando siamo arrivate noi ovviamente si era ormai rannuvolato e non c’era praticamente nessuno. Nessuno. Solo vento e silenzio.

Kristiansand, Bystrand Beach

Il cielo aveva, se non cinquanta, almeno quaranta sfumature di grigio e il mare sembrava quasi nero e sconfinato. C’era la pioggerella più molesta di sempre e l’aria si faceva sempre più freddina. Io e mia mamma abbiamo fatto un giro fino a Verven, poi lei ha deciso di tornare in ostello. Visto che volevo star fuori ancora un po’, ho fatto un pezzo di strada con lei e poi sono tornata a Verven, proprio sulla punta del piccolo istmo dove curva la strada, e mi sono seduta sulle rocce.

Kristiansand, Bystrand Beach

Quei quaranta minuti vicino al mare sono fra i miei ricordi più belli di Kristiansand. Non c’era veramente nessuno. Mi piace quando c’è il sole, ma amo quando il vento e le nuvole. Amo quando c’è una luce appena fioca, bianca, che fa sembrare le nuvole retroilluminate, fitte e dense e se ne distingue il profilo.

Kristiansand

Quando la pioggia è diventata veramente troppa, sono tornata in ostello anch’io. A quel punto avevo assistito a una gamma sufficientemente ampia di variabilità meteorologica in un giorno solo.

Questo post è apparso per la prima volta sul sito Norway Traveller il 10 novembre 2016. Cliccate qui per dare un’occhiata 🙂

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