Lituania 2016 (2/10). Il centro di Vilnius a prima vista

Viaggio in bus dall’aeroporto di Vilnius al centro. A volte scendere alla fermata sbagliata porta a esplorare zone della città che altrimenti non vedresti mai.

 

Spesso l’apparenza inganna per definizione e, di sicuro, avevo visto ancora troppo poco di Vilnius per esprimere un giudizio ragionato. Di sicuro, il poco che avevo visto sembra già rivelare qualcosa dell’essenza della città.

Aeroporto di Vilnius

Io e Bobby eravamo nella capitale lituana solo da poche ore, ma il viaggio in bus dall’aeroporto in centro aveva già regalato parecchie emozioni. Sì, perché siamo scese alla fermata sbagliata (decisamente fuori dal centro), quindi abbiamo dovuto aspettare un altro bus che ci riportasse (davvero) in centro.

Se non altro, nel nostro giro improvvisato, abbiamo avuto tempo di osservare un po’ il paesaggio urbano di Vilnius dal finestrino. Lasciato l’aeroporto, non si può fare a meno di notare il grigiore diffuso della periferia.

La strada principale era fiancheggiata da grandi edifici monocromi, per lo più blocchi di cemento residenziali che, costruiti in epoca sovietica, trasudano un senso di abbandono e trascuratezza. Mi hanno ricordato un sacco edifici simili che ho visto in altre città dell’Est Europa, anche quelli costruiti durante l’occupazione sovietica: il quartiere Praga a Varsavia, la Karl Marx Allee a Berlino, per non parlare di Petržalka a Bratislava. Mi affascina tantissimo questo tipo di architettura.

I palazzi di Vilnius mi hanno ricordato soprattutto l’ostello di Ekaterinburg in cui avevamo alloggiato mentre viaggiavamo in Russia nel 2013. Perfino sul bus giallo che abbiamo preso in aeroporto si respirava (letteramente e metaforicamente) un po’ di Russia.

Il biglietto del bus somigliava a quello del tram di qualsiasi città russa, tipo Mosca, Kazan e Omsk. Quindi sì, direi che sembrava davvero di essere tornati in Russia. E invece eravamo in Europa, anzi, in piena Unione Europea!

Vilnius, Pilies gatve

Quasi arrivate (quasi) all’ostello (ovviamente zuppe dalla testa ai piedi perché si era messo a diluviare), abbiamo intravisto Pilies gatve (la strada principale del centro) e la cattedrale. Il centro aveva, come si dice in questi casi, ‘un aspetto profondamente europeo’: si notava a prima vista. Neanche tre ore in città e già un contrasto così marcato fra zone adiacenti della città.

Saremmo rimaste a Vilnius fino a domenica. Il giorno dopo avevamo in programma di visitare il centro città. Non vedevo l’ora di andare in giro.

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