Danimarca 2019 (2/8). Ritratto di capitale. Vedere Copenaghen

Primo capitolo di ‘Copenhagen dei sensi’, ovvero parlare di Copenhagen attraverso i cinque sensi. Il primo è la vista, per cui andiamo a Vedere Copenhagen, per cominciare!

 

Mi è piaciuto praticamente tutto del mio viaggio in Danimarca. A livello personale, mi ha esaltato perfino l’atterraggio. Ero atterrata due volte a Copenhagen, ma in entrambi i casi solo per fare scalo prima di raggiungere la reale destinazione del mio viaggio: Stavanger la prima volta, le Isole Faroe la seconda.

Questa volta è stato bello atterrare a Copenaghen e andare dritta in centro, pronta a esplorare la capitale danese non-stop per due giorni interi.

Nell’ultimo post ho accennato al fatto che non sapessi bene come scrivere di Copenaghen, ma che alla fine la città stessa mi ha aiutato a trovare il modo.

Il primo giorno mi sono imbattuta per due volte nell’espressione ‘Copenaghen sensoriale’. La prima volta è successo mentre eravamo al Municipio. Nel salone centrale erano esposti fogli e foglietti in cui persone di tutto il mondo che vivono a Copenaghen raccontavano i propri pensieri sulla città. Uno dei partecipanti la definiva ‘sensoriale’.

La seconda volta è stato, poche ore dopo, alla Biblioteca Nazionale (nota come Diamante Nero). Ho trovato la stessa espressione nel racconto di uno dei partecipanti al progetto di Marina Abramovič organizzato presso la biblioteca.

View from Rundetårn

Rundetårn

Grundvigs Kirche

Quando mi sono trovata a pensare a come scrivere di Copenhagen senza suonare banale o prevedibile, mi è tornata in mente la parola ‘sensoriale’. E mi è sembrata una buona idea.

Stavolta non ho messo insieme un tour a piedi della città, né ho fatto una lista dei luoghi più interessanti. Parlerò invece di Copenaghen attraverso i cinque sensi.

Prima ho definito categorie ricorrenti di luoghi di interesse: architettura, acqua e ‘zona verde’ (più qualche extra). Poi, per ognuno dei cinque sensi ho cercato di identificare luoghi, monumenti o ‘cose’ che appartengano a ciascuna delle categorie di cui sopra.

Non parlerò di tutte le categorie a proposito di tutti i sensi: se non ho nulla di interessante da raccontare, salterò quella categoria.

Va da sé che la mia panoramica non è neanche lontanamente esaustiva, né ambisce a esserlo. Anche il viaggiatore più instancabile può sperare di vedere solo una parte di Copenaghen, avendo due soli giorni a disposizione!

Inoltre, certo che i miei suggerimenti sono soggettivi. Di solito faccio il possibile perché le mie opinioni non prendano il sopravvento nei miei post, ma quando si tratta della percezione sensoriale di una città, essere oggettivi è ancora più difficile. Perciò, quando ho scelto i luoghi e monumenti da attribuire a ciascuna categoria, ho seguito un criterio rigorosamente soggettivo. Potete non essere d’accordo con me e, anzi, potete farmelo sapere!

Ma basta con i preamboli. Andiamo a Vedere Copenaghen!

Rundetårn

Copenaghen. Langelinie

Langelinie

 

Architettura: Rundetårn, Grundvigs Kirche
Acqua: Langelinie, the Harbour and the Mermaids
Zona verde: Kastellet
Extra: Børsen

 

La Torre Rotonda (Rundetårn)

Rundetårn è sia una meta da non perdere sia la traduzione letterale del concetto di ‘vedere Copenaghen’. Vero, viste notevoli della capitale danese si possono ammirare da molteplici punti panoramici. Rundetårn, però, regala una veduta a volo d’uccello veramente spettacolare.

Costruita nel Settecento a scopo di ricerca astronomica, la Torre Rotonda è la torre-osservatorio ancora attiva più antica in Europa. L’edificio sorge in via Købmagergade, proprio nel cuore della città, e fa parte del complesso della Chiesa della Trinità.

Gli interni sono molto più spaziosi di quanto sembri. Un corridoio a spirale attraversa la torre in tutta la sua altezza fino in cima. Le principali tappe intermedie lungo il percorso sono la biblioteca e il pavimento in vetro sospeso. La prima è sede di mostre temporanee, mentre il secondo è uno stretto arco nel muro da cui, attraversandolo, si accede a una piattaforma in vetro sospesa a 25 metri da terra. Da lì si vede anche il centro della torre (che bello!) – ma non andateci se soffrite di vertigini.

La piattaforma esterna in cima alla torre è il punto da cui ammirare una splendida vista della città, soprattutto se ci andate in una bella giornata (ovvero non il tipo di giornata in cui ci sono andata io – ma aveva il suo fascino anche sotto una fitta coltre di nuvole).

Mentre girate intorno alla piattaforma, noterete anche una porticina, che vi porta all’osservatorio.

Copenaghen. Rundetårn Copenaghen. Vista dalla Rundetårn

 

Langelinie e le Sirenette

Anche questa è una meta da non perdere ed è anche una passeggiata urbana super scenica. La parola Langelinie in sé magari non vi dice molto, ma se dico ‘Sirenetta’ capirete all’istante di cosa stiamo parlando.

Sì, perché Langelinie (letteralmente ‘Linea lunga’) è un molo, una passeggiata e un parco ed è anche il sito del monumento più iconico e più famoso di Copenaghen, la Sirenetta (Den Lille Havfrue).

Una volta attraversato il parco, potete proseguire lungo il molo, che offre una vista assai notevole del lungocanale dell’isola di Amager e dei suoi monumenti principali (tipo il complesso di Amager Bakke, la vecchia gru navale Mastekranen e la nave da guerra Peder Skram).

Anche la roccia della Sirenetta si trova lì lungo la via. Chiunque visiti Copenaghen dice qualcosa sulla Sirenetta. Generalmente si tratta di considerazioni tipo: ‘La statua è così piccola! Molto più piccola di quanto uno pensi’.

Forse sentire così tante opinioni del genere ha ridimensionato le mie aspettative sul monumento tanto che, quando l’ho visto, mi è piaciuto. E tanto.

La scultura (che è obiettivamente di piccole dimensioni, ma comunque più grande di quanto pensassi!) si trova su una roccia presso la riva in un punto estremamente scenografico. Ovviamente era circondata da una folla di turisti intenti a farsi selfie con la statua, imitarne la posa o cercare di fare entrambe le cose allo stesso tempo. Che pace e che silenzio devono esserci lì quando non c’è gente, ho pensato.

Copenaghen. Langelinie, parco Copenaghen. Langelinie, Sirenetta

Una volta che avete finito con quella Sirenetta, proseguite sul lungocanale. Langelinie non finisce lì. Ci sono almeno altre due tappe che non vorrete perdervi.

Una è il porto, che si trova solo poco più avanti e vi allontana dal fervore che circonda la Sirenetta.

L’altro è… l’altra Sirenetta. La Sirenetta Geneticamente Modificata siede nelle acque di una zona residenziale del lato nord di Langelinie, in cui si trovano anche altre installazioni di arte contemporanea.

Somiglia vagamente alla Sirenetta ‘classica’: è un personaggio femminile, è seduta su una roccia, ha un’aria pensierosa. Al contrario della sua controparte ‘istituzionale’, però, ha arti un po’ a caso lungo il corpo.

È buffa, è provocatoria, è (un po’) grottesca e, ovvio, è dissacratoria. Quando ci sono di mezzo monumenti iconici come la Sirenetta, è perfino troppo facile ironizzare in questo modo. Io la trovo un’idea geniale. Andate a vederla anche voi.

Copenaghen. Langelinie, Sirenetta geneticamente modificata

 

Kastellet

Chiunque vada a vedere la Sirenetta con ogni probabilità finirà col ritrovarsi a Kastellet a un certo punto.

Kastellet è una delle fortezze meglio conservate del Nord Europa. La sua inconfondibile pianta pentagonale somiglia a una stella a cinque punte, quale planimetria la rende facilmente identificabile sulla mappa di Copenaghen.

Il complesso è stato ristrutturato a più riprese nell’arco di tre secoli e ospita molteplici monumenti e siti di interesse (fra gli altri bastioni, edifici militari e un mulino a vento). Se è vero che appartiene ancora al Ministero della Difesa danese, oggi Kastellet svolge principalmente le funzioni di parco pubblico e sito di interesse storico.

Se costeggiate Kastellet mentre andate verso la Sirenetta, è probabile che vi imbattiate nella Fontana di Gefion lungo la via. La grande fontana si trova proprio fra Kastellet e il lungocanale. L’acqua scorre lungo molteplici vasche, mentre in cima è ritratta la dea nordica Gefjun mentre tira un carro di quattro buoi (i suoi figli, trasformati in animali dal re di Svezia). Il mito raccontato è quello della nascita della Zelanda, la terra su cui sorge in parte la stessa Copenaghen.

Copenaghen. Kastellet Copenaghen. Fontana Gefjon

 

Grundvigs Kirche

Questa potrebbe tranquillamente rientrare nella categoria ‘Toccare Copenaghen’, tanto è palpabile la sua qualità tattile. D’altra parte, è anche estremamente unica da vedere, per cui sta altrettanto bene nel capitolo ‘Vedere Copenaghen’.

A livello di posizione, è a dir poco decentrata. Potete raggiungerla con i mezzi pubblici o a piedi. Se scegliete la prima opzione, prendete la linea ferroviaria locale B dalla stazione centrale e scendete alla fermata Emdrup St. (da lì sono due passi a piedi), oppure i bus 66 o 6A.

Se scegliete di andarci a piedi (come abbiamo fatto noi), preparatevi a una lunga passeggiata, una di quelle che vi porta attraverso la Copenaghen di chi ci vive, non quella delle rotte turistiche, ma quella vera e quotidiana. Amo le passeggiate così.

Grundvigs Kirche è un esemplare pressoché unico di architettura espressionista con interni gotici. Del complesso ecclesiastico è la facciata che vi lascerà senza fiato. Noi eravamo veramente senza parole davanti all’edificio e per dieci minuti buoni siamo rimaste in silenzio, tanto eravamo ipnotizzate nel tentativo di abbracciare la trama decorativa nella sua interezza.

La chiesa ha un aspetto austero, in parte per via della geometria simmetrica della struttura e decorazione. La stessa decorazione, d’altra parte, ha un andamento in qualche modo dinamico, che sembra investire anche i dintorni della chiesa. Noterete infatti che i complessi residenziali su entrambi i lati di Grundvigs Kirche presentano un motivo decorativo molto simile, seppur semplificato, a quello della chiesa.

Fra l’altro, quando eravamo lì noi non c’era anima viva in zona. Il silenzio di tomba dava alla chiesa un aspetto ancora più solenne e nello stesso tempo la rendeva un po’ inquietante nell’accezione ‘Black Mirror’ del termine.

Grundvigs Kirche è valsa la lunga camminata per un sacco di motivi.

Copenaghen. Grundvigs Kirche Copenaghen. Grundvigs Kirche

 

La vecchia Borsa (Børsen)

Cito questa come voce ‘extra’ perché è molto probabile che vi ci imbattiate comunque, ma magari senza capire cos’è solo a vederla da lontano.

Ve lo dico io cos’è: è una meraviglia rara, se non unica.

L’edificio della vecchia Borsa è uno dei più antichi di tutta Copenaghen. Costruita a inizio Seicento, si trova nei pressi del Museo Thorvaldsen, del Palazzo Christiansborg e della Biblioteca Nazionale.

Magari la vedrete da lontano mentre siete sul lungocanale. Magari vorrete avvicinarvi per osservarne in dettaglio la splendida struttura architettonica. Potreste comunque avere problemi distogliere lo sguardo prima di averne guardati bene il profilo d’insieme, la decorazione della facciata e, ovviamente, l’altissima guglia al centro del complesso. Solo a quel punto potrete allontanarvi contenti.

Copenaghen. Vecchia Borsa Copenaghen. Vecchia Borsa

Il primo capitolo finisce qui, ma il secondo, Sentire Copenaghen, segue a ruota. Prestissimo!

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