Norvegia 2019 (4/4). Varden, la neve e tutto quel cielo

Ho già nominato Varden due volte nei precedenti post su Molde. La prima volta è stato quando ho elencato i principali luoghi di interesse in città, la seconda quando, parlando di Kristiansund, ho detto che il Varden di Molde non andava confuso con la torre omonima (Varden, appunto) che si trova sull’isola di Kirklandet.

Adesso allora parliamo davvero del Varden di Molde. Per Molde e Varden vale, a mio avviso, lo stesso ragionamento che ho fatto a suo tempo per Bodø e Saltstraumen: se uno va a Molde, va a Varden.

Con i suoi 407 metri di altezza, Varden è uno dei posti più noti in città, soprattutto perché regala una vista particolarmente unica di Molde, del fiordo e del Molde Panorama che, come ho già anticipato, è un’incredibile sequenza delle 222 cime che circondano la città.

Non temete, però, cari lettori, perché questo mio post non vi rovinerà la sorpresa. Se per caso vedrete foto del Panorama prima di vederlo con i vostri occhi, non sarà perché le avete trovate qui sul blog.

Norvegia. Molde Norvegia. Molde, Varden Norvegia. Molde, Varden

Già, perché, se tecnicamente è vero che sono stata Varden, non posso dire di aver avuto la vera ‘esperienza-Panorama’. (NON ANCORA.) I motivi possono essere agevolmente identificati con neve e nebbia.

Il secondo giorno che ero a Molde la neve era così fitta che avrebbe complicato qualsiasi piano potessi avere per la giornata. Guarda caso, il mio piano principale era andare a Varden.

Se è vero (e secondo me lo è) che ‘il brutto tempo non esiste, esistono solo vestiti sbagliati’, allora è altrettanto vero che Varden non vuol dire solo Panorama. Certo, la vista dalla cima copre una buona parte della passeggiata, soprattutto se uno non è di Molde o dintorni, quindi non ce l’ha sempre a portata di mano. Diciamocelo, mi è parecchio ‘dispiaciuto’ che non ci fosse bel tempo.

Eppure è stato così bello lo stesso, un po’ grazie alla neve (veramente una delle nevicate più perfette di sempre) e un po’ grazie alla salita (e alla discesa), oltre a qualche altro extra lungo la via.

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Insomma, in questo post ho voluto includere qualche dritta e qualche informazione in più su Varden, ma anche accennare a un paio di altri punti panoramici che potrebbe far comodo conoscere quando si va a Molde.

 

Varden

Raggiungere il sentiero che porta a Varden è semplice: basta andare verso l’entroterra. Tenete il fiordo alle vostre spalle e salite lungo una delle traverse di Storgata. I cartelli dedicati vi aiuteranno a orientarvi fra i vicoli e le stradine di quella zona di Molde (che è prettamente residenziale).

Il cielo era coperto già dal mattino presto e, proprio quando ho iniziato a salire, ha cominciato a nevicare. Già lì ho capito che le mie possibilità di vedere il Panorama stavano drasticamente calando.

La salita è davvero super tranquilla. La via principale è, di fatto, una vera e propria strada, in parte accessibile alle auto. È per questo che nel secondo post su Molde ho detto che l’escursione a Varden non è una vera e propria escursione. Basta seguire il sentiero-strada principale e si arriva in cima.

Immagino che senza neve sia proprio una passeggiata in salita. E dev’essere super panoramica! Con il tempo che c’era quando sono andata io, era un po’ più impegnativa, ma altrettanto panoramica. Parlare di ‘paradiso invernale’ a volte ha davvero senso.

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Lungo il percorso verso la cima vi imbatterete in cartelli che rimandano a sentieri laterali. Alcuni portano probabilmente comunque in cima, altri verso percorsi alternativi.

Purtroppo non sono in grado di approfondire la cosa: non sapevo bene dove mi trovavo e, per via della neve, non mi sembrava il caso di sperimentare, perché non volevo perdermi.

Non c’era comunque nessuno a cui chiedere: le uniche persone che ho incontrato erano due sciatori di fondo, ma sono spariti nella foschia in un attimo. L’unico rumore era quello della neve fresca che scricchiolava sotto i piedi.

Quanto al Corridoio Verde (Grønne korridor in norvegese), invece, quello è il percorso che va dal lungomare a Reknes (a Molde) fino alla cima di Varden, passando (anche) per il Romsdalsmuseet.

 

Quando sono arrivata in cima, sono corsa a ripararmi sotto la tettoia del rifugio Vardehytta, che sapevo avrei trovato lì. Mi sono seduta lì fuori (è chiuso in inverno) e ho sostituito un paio degli strati che avevo addosso. A proposito, avere strati extra nello zaino per potersi cambiare appena si arriva su è quasi obbligatorio.

Sono stata lì qualche minuto a contemplare il Molde Panorama – che non c’era, visto che, come avevo previsto, non si vedeva nulla.

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Quasi subito sono arrivate altre due persone e un cane. Si sono sedute sulla panca accanto alla mia e, nel giro di qualche minuto, abbiamo cominciato a parlare. Siamo finite con raccontarci le nostre vite per un’ora e mezza. A un certo punto hanno tirato fuori della cioccolata calda fatta in casa e una lattina di panna montata e me ne hanno offerta un po’.

Quando ci siamo salutati, loro sono saltate sui loro slittini e sono spariti dietro la curva del sentiero. Io ho fatto ancora qualche foto e poi mi sono avviata giù, mentre veniva giù la neve più fitta di sempre.

Che piacere aver passato la mattina a Varden con loro. Grazie a Guro, Paula e super Leelo!

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Mentre scendevo da Varden mi sono trovata vicino al Romsdalsmuseet, dove mi sono riparata dalla neve e ho imparato un sacco su Molde e sulla contea di Møre og Romsdal in generale. Ma di quello potete leggere nel post dedicato. Andiamo avanti!

 

Passeggiata lungo l’Aker Stadion

È difficile negare che, a Molde, quella da Varden sia la vista più spettacolare che c’è. È altrettanto vero che, se non avete modo di andarci (perché c’è brutto tempo o perché magari siete solo di passaggio con l’Hurtigruten e la vostra destinazione è un’altra), potete trovare un paio di punti panoramici interessanti anche nel cuore della città. Uno è la passeggiata vicino all’Aker Stadion.

Norvegia. Molde Norvegia. Molde

Il percorso inizia proprio accanto allo stadio, anche se sembra un po’ la continuazione della Promenade di Hamnegata. Seguite la passeggiata fino all’edificio a vela dello Scandic Seilet e mettetevi comodi. La vista del cielo e del mare è meravigliosa.

Quando ci sono arrivata io nevicava ancora. Poi, all’improvviso, ho intravisto un piccolo punto rosa nel mare di nuvoloni grigi e, tempo 20-30 minuti, il rosa è diventato giallo pallido e si è espanso, come quando uno intinge nell’acqua un pennello carico di colore. Il risultato era questo:

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Avevo già fatto due passi in zona stadio la sera prima, per cui posso dire con certezza che, a prescindere dal momento della giornata che scegliete per andare là, sarà comunque una buona idea!

 

Reknesmoloen e il solito arrivederci

Devo averci passato un’ora e mezza buona lì appoggiata al muro dello Scandic Seilet. Poi, in un attimo, il giallo pallido è sparito e (indovinate un po’) ha ricominciato a nevicare.

Stavo già tornando verso Storgata, quando ho notato il piccolo molo vicino al Molde Fjordstuer Hotel. L’avevo già visto diverse altre volte nel giorno e mezzo prima, ma non ci ero mai andata. Sono molto contenta di averlo fatto: il molo è un perfetto punto panoramico.

Norvegia. Molde Norvegia. Molde

L’unico problema che potreste avere è decidere quale vista privilegiare. Sì, perché se vi mettete sotto il piccolo faro che c’è lì, avrete da un lato il cielo, le montagne e il fiordo, dall’altro la città, ‘appoggiata’ come un drappo sulle colline.

Io ero lì proprio prima che facesse buio e per puro caso sono riuscita a vedere una traccia di tramonto.

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Alla fine sono dovuta tornare in hotel. Il mio volo il mattino dopo partiva molto presto, per cui era tempo di salutare. Va da sé che Molde è uno di quei posti in cui vorrò e dovrò tornare, e non solo perché vorrei vedere i posti in cui non sono ancora stata o perché vorrei tantissimo vederla in estate.

È per la vista del Panorama da Varden che ci devo tornare. Molde è più di quello, ma è anche quello. Non mi piace lasciare le cose in sospeso, per cui a un certo punto dovrò pur rimediare.

Grazie, piccola Molde. Fino alla prossima volta.

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