Slovenia in macchina 2018 (5/8). Le Alpi Giulie: da Kranjska Gora a Bovec

È più facile scrivere di qualcosa per cui si nutrono sentimenti contrastanti. Viene più spontaneo usare un lessico più variegato per esprimere il proprio pensiero sulla cosa in questione, sia essa un luogo, un’esperienza o una meta di viaggio.

Quando uno scrive di qualcosa che gli è piaciuto da impazzire (senza se e senza ma), rischia di scadere nel banale, usando e abusando dei soliti due o tre aggettivi di apprezzamento (tipo favoloso, mozzafiato, meraviglioso, splendido e via dicendo). Oppure si finisce con l’essere così ripetitivi che anche le parole più belle si svuotano di senso.

Verso la Slovenia non nutro sentimenti contrastanti. Non ne ho avuti per Lubiana, Bohinj, Bled o la Gola di Vintgar. Tutti questi posti mi hanno veramente lasciato senza parole per la loro sconvolgente bellezza. E le Alpi Giulie, di cui parla questo post, non fanno eccezione.

Cercherò comunque di non abusare degli aggettivi più facili a cui potrei ricorrere per descrivere luoghi e paesaggi. A volte finirò di sicuro per farlo, ma cercherò di non esagerare. Okay, cominciamo.

Slovenia, Alpi Giulie

Dove eravamo? Ah sì, eravamo appena ripartite dalla Gola di Vintgar e andavamo verso le montagne. Il piano era guidare dritte fino a Kranjska Gora e, da là, attraversare le Alpi Giulie fino a Bovec, nella Valle dell’Isonzo.

Ciò detto, aggiungo che: 1) ovviamente ci sono state fermate e tappe intermedie nell’arco della giornata e 2) la prima di queste è successa ben 25 minuti dopo che eravamo ripartite da Vintgar.

Mentre altre tappe già sapevamo le avremmo fatte, questa è stata completamente inaspettata ma assai necessaria.

Slovenia, Mojstrana Slovenia, Mojstrana

Ci siamo ritrovate a guidare lungo un’area verde affacciata su un fiume. Con il sole alto e il cielo azzurro, sembrava di passare accanto a una cartolina. ‘Ferma ferma ferma!’, ho urlato a Bobby (guidava lei in quel momento). Grazie a Google, abbiamo scoperto di essere a Mojstrana, villaggio noto soprattutto come punto di partenza per escursioni nelle Alpi e nelle montagne Karavanke, nonché come sito di una tomba di massa della Seconda guerra mondiale. Ci siamo giusto fermate un attimo al fiume, per cui non posso raccontare di più di Mojstrana, se non che il paesaggio è valso veramente la sosta.

La prima tappa ufficiale in programma era a Kranjska Gora, che abbiamo raggiunto dopo la pausa a Mojstrana. Con i suoi 1.500 abitanti, è una delle località alpine più note del paese. È per questo che dicono l’inverno sia la stagione ideale per andarci: la cittadina dà il meglio di sé quando è coperta di neve e si possono sfruttare al meglio i suoi pendii coperti di piste da sci.

Vero, mi piacerebbe un sacco tornarci in inverno a sciare. Devo dire, però: quanto è bellina, al di là della stagione. Dopotutto, è l’ideale anche per praticare sport di montagna tutto l’anno.

Inoltre, per le strade si respira un’atmosfera così tranquilla e rilassata. La via principale è piena di negozi di souvenir e ristoranti tipici, che la dicono lunga sull’importanza del turismo nella zona.

Slovenia, Kranjska Gora Slovenia, Kranjska Gora

Per noi Kranjska Gora è stata solo una meta di passaggio. Dovevamo arrivarci per poi rientrare nel Parco Nazionale Triglav e attraversare le Alpi Giulie lungo un percorso molto speciale.

Sì, perché la strada che collega Kranjska Gora con Bovec è una strada alpina lunga 50 km nota come Ruska cesta (strada russa). Venne in gran parte costruita dai prigionieri di guerra russi durante la Prima guerra mondiale per ordine di Germania e Austria-Ungheria, allora impegnate a combattere contro l’Italia. Durante il percorso si attraversa anche il Passo Vršič, che, con i suoi 1.611 metri di altezza, è il passo più elevato delle Alpi Giulie orientali.

La strada è aperta da aprile a ottobre. Nel resto dell’anno si può raggiungere Bovec da Kranjska Gora passando per Tarvisio (in Italia) e attraversando il Passo del Predil.

Slovenia, Parco Nazionale Triglav

La Ruska cesta è un’esperienza memorabile, che ricorderete per almeno 50 ragioni – no, ovviamente non ho scelto un numero a caso. La strada comprende 50 tornanti, rigorosamente numerati uno per uno.

Anche qui alcune soste durante il viaggio sono inevitabili e necessarie. Una di queste è quella alla Cappella Russa (Ruska kapelica), una piccola chiesetta in legno proprio a ridosso della strada non lontano da Kranjska Gora. La cappella fu costruita sul sito in cui nel 1916 più di 300 prigionieri di guerra russi finirono sepolti da una valanga.

C’è un piccolo parcheggio vicino alla chiesa, che si intravede già da lì. Il sito della cappella offre anche un affaccio notevole sulle montagne.

Slovenia, Ruska Kapelica Slovenia, Ruska Kapelica

Non mi soffermerò sulle soste successive che abbiamo fatto. Qua e là lungo la via abbiamo accostato in punti a caso, dove la vista delle montagne sembrava troppo spettacolare per essere vera. Ci siamo dovute fermare a guardarle per renderci conto che, sì, lo era. Poche cose ti fanno sentire piccolo come i paesaggi di montagna. Come si può non rispettare e proteggere la natura quando si è di fronte a simile bellezza? Non lo capirò mai.

Abbiamo proseguito fino a che non abbiamo raggiunto uno spiazzo piuttosto ampio con un parcheggio e un paio di rifugi in legno. Okay, vi vorrete fermare lì. Siete nel cuore del Passo Vršič, nel cuore delle Alpi Giulie.

Scendete dalla macchina e datevi un’occhiata in giro. Sarete circondati ovunque dalle montagne: non c’è vista più maestosa di quella.

Ero veramente ipnotizzata. Le montagne erano così vicine.

Slovenia, Alpi Giulie Slovenia, Alpi Giulie

Da lì partono anche diversi percorsi escursionistici nella zona. E poi è pieno di pecore! Davvero, stateci attenti, altrimenti rischiate di investirne qualcuna: attraversano l’area parcheggio come se niente fosse.

(Nota a margine: sono così morbide! Sì, si sono fatte accarezzare!)

Quando poi ripartite per proseguire, la strada riprende il suo andamento tortuoso. E comincia a scendere.

Non per questo il paesaggio diventa meno spettacolare: la strada entra nella Valle dell’Isonzo e corre parallela al fiume omonimo fino a Bovec e oltre.

Qua e là lungo la via vedrete piccole aree parcheggio sul ciglio della strada, dove potete lasciare la macchina e:
– attraversare uno stretto ponte sul fiume e godere delle viste più incredibili sulla valle;
– fare rafting, canoa o qualsiasi altro sport stiate per provare.

Slovenia, Alpi Giulie Slovenia, Alpi Giulie

Noi siamo andate dritte fino a Bovec, perché è lì che avevamo prenotato l’ostello per quella notte. Una volta là, abbiamo realizzato di avere ancora tempo a disposizione prima che facesse buio. Abbiamo quindi deciso di andare giusto a vedere un paio di cascate in zona. (Che bello dire che vai a ‘vedere un paio di cascate in zona’ come se fosse la cosa più normale che c’è. Che bello un paese con tutte queste cascate!)

La cascata n. 1 è la Cascata di Boka. Se arrivate da Kranjska Gora dovete proseguire oltre Bovec per raggiungerla: è un po’ più giù lungo la strada 203. Seguite i cartelli per Kobarid (che in italiano non è altro che Caporetto) e non potrete sbagliare.

L’Hotel Boka si trova circa in corrispondenza dell’inizio del sentiero per la cascata  – o meglio, del ‘balcone’ da cui si vede la cascata (la cascata vera e propria è molto più lontana). Potete parcheggiare lì vicino all’hotel e seguire i cartelli per il sentiero, che attraversa il bosco ed è, , un pochino ripido. Quando raggiungete il balcone, state tranquilli che, se non vi ha tolto il fiato la salita, lo farà il paesaggio.

Slovenia, Cascata Boka Slovenia, Cascata Boka Slovenia, Cascata Boka

Il panorama è obiettivamente incredibile. Quando eravamo lì noi la luce del tardo pomeriggio dava a tutti i colori una calda sfumatura dorata.

Quanto alla cascata in sé, a prima vista potrebbe sembrare… piccola! Sì, ma è solo perché scaturisce direttamente dalla montagna, che è immensa in proporzione. Non a caso, Boka è la cascata più alta di tutta la Slovenia.

Nasce come sorgente carsica a un’altitudine di 725 metri e comprende due salti: il primo è alto 106 metri, il secondo 30 metri. Come dice il cartello esplicativo sul posto, ciò che rende Boka veramente unica (a parte la sua altezza) è ‘che la cascata si forma praticamente subito dopo essere fuoriuscita dal carso sotterraneo.

La cascata n. 2 è invece la Cascata di Kozjak, ma parliamone nel prossimo post, altrimenti questo non finisce veramente più.

Continua…

Slovenia, Alpi Giulie

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