Slovenia in macchina 2018 (4/8). Imprevista deviazione alla Gola di Vintgar

La Gola di Vintgar fa storia a sé. Tecnicamente e a livello geografico non dovrebbe essere così, vista la sua vicinanza a Bled. Nel terzo post sulla Slovenia ci stava benissimo.

D’altra parte, nel post precedente ho incluso veramente tante foto di Bohinj e Bled e sento il dovere di includerne (quasi) lo stesso numero anche di Vintgar, per cui ho pensato che farne un post a parte fosse una buona idea.

La Gola di Vintgar è, ovviamente, una gola, ma una veramente unica nel suo genere. Insieme a Bohinj, le Alpi Giulie e la Valle dell’Isonzo, è il posto più bello che ho visto in Slovenia.

Il canyon si trova molto vicino a Bled, nella Valle di Radovna e già nel Parco Nazionale del Triglav (Triglavski narodni park), l’unico parco nazionale del paese.

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Uscendo da Bled, andate verso nord e vedrete quasi subito i cartelli lungo la via: non potete sbagliare. Noi ci siamo andate subito la mattina, che, col senno di poi, si è rivelata una decisione incredibilmente saggia.

Verso metà mattinata ha cominciato ad arrivare tantissima gente. Se anche noi avessimo iniziato il giro più tardi, sarebbe stato molto più difficile (oltre che psicologicamente impegnativo) goderci il panorama bloccate nella folla.

(Nota a margine: detesto moderatamente le grandi folle, soprattutto se mi trovo in mezzo alla natura.)

Ci sono cose (tipo andare a Gjógv quando si è alle Isole Faroe) che uno deve pianificare in anticipo, altrimenti rischia di doverci rinunciare proprio perché non le ha organizzate come avrebbe dovuto. Ecco, la Gola di Vintgar non appartiene a questa categoria. Potete decidere per tempo quando andarci oppure potete improvvisare la cosa e deciderla all’ultimo minuto.

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È quello che abbiamo fatto anche noi. Fin dall’inizio Vintgar era sulla lista di posti da vedere in Slovenia. Poi, per ragioni che non saprò mai, ce ne siamo completamente dimenticate lungo la via, probabilmente perché Bohinj e Bled già ci avevano lasciato abbastanza senza parole.

Solo per puro caso mi è tornata in mente Vintgar il mattino stesso in cui poi ci siamo andate. È successo mentre tornavo in ostello dopo essere andata un attimo in riva al lago di Bled, che volevo fotografare la mattina presto. (Il giorno prima il tempo era stato abbastanza pessimo, come forse ricorderete, per cui volevo almeno qualche foto con un cielo un po’ azzurro per compensare il grigio delle nuvole.)

Abbiamo lasciato la macchina nel parcheggio all’ingresso della gola, proprio vicino al fiume. Quando mi sono avvicinata alla riva per darmi un’occhiata in giro, non potevo credere ai miei occhi. I raggi del sole filtravano attraverso i pini, mentre qualche mucca brucava flemmatica l’erba lì vicino.

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Per accedere al canyon si paga qualche euro (tre o quattro). Oltre la biglietteria, inizia la passerella in legno che percorre la gola in tutta la sua lunghezza (circa 1,5 km) seguendo il corso del fiume Radovna.

Non penso che potrei trovare le parole per descrivere l’indescrivibile bellezza della Gola di Vintgar. Tutto è perfetto, tutto è come deve essere.

Il turchese del fiume sembra ancora più brillante contro le rocce grigio scuro e pare quasi iridescente nella penombra della gola. Qua e là dalla superficie dell’acqua si alzava un sottile strato di foschia e, se siete abbastanza fortunati da essere lì prima che arrivi la grande folla, il rumore più forte che sentirete sarà probabilmente quello delle veloci acque della Radovna.

Non amo le descrizioni poetiche, che cerco anzi di evitare il più possibile. D’altra parte, mentirei per omissione se non dicessi che gli scorci che regala Vintgar hanno qualcosa di magico. È come se, entrando nella gola, si entrasse in un posto ‘altro’, situato in uno spazio indefinito, tanto che a malapena uno si ricorda come ci è arrivato o cosa aveva fatto il giorno prima.

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Alla fine del canyon trovate un bar, una seconda biglietteria (per chi raggiunge la gola dalla parte opposta) e i bagni (molto graditi dopo che uno ha avuto nelle orecchie il rumore dell’acqua che scorre per almeno un’ora, se non di più).

Quel lato della gola è anche il punto di partenza di alcuni sentieri escursionistici. Noi però non abbiamo avuto il tempo di spingerci oltre, per cui non ho ulteriori informazioni in proposito. (Mi dispiace molto.)

Una cosa che posso invece dire con certezza è: non dimenticate di prendere le scale accanto alla biglietteria. Quando arrivate al ponte, attraversatelo e poi girate subito a sinistra. Poco più avanti raggiungerete l’ennesimo punto panoramico, affacciato sulla Cascata Šum (Slap Šum). Non sarà lo scorcio più spettacolare di tutta la gola, ma ce l’avete proprio a portata di mano, ne vale la pena!

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Mentre tornavamo al parcheggio, ho pensato che erano solo le 11 e dovevamo ancora fare un sacco di strada per arrivare alle Alpi Giulie, eppure avevo già gli occhi talmente colmi di bellezza che poteva bastare per l’intera giornata.

La Gola di Vintgar, in realtà, era davvero solo l’inizio. Ma magari del resto parliamo nel prossimo post, okay?

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