Ucraina 2017 (10/10). 5 cose che vi faranno venire voglia di ‘Googlare’ Uzhhorod

Uzhhorod (Ужгород) è la città che non ti aspetti. Io, per esempio, ammetto che non l’avevo mai sentita nominare prima di andare in Ucraina. Col senno di poi, è stato molto bello fermarci lì durante il nostro tour. Di tutte le ‘cose’ inaspettate in cui mi sono imbattuta in Ucraina, posso dire con certezza che Uzhhorod è stata la sorpresa più bella.

Uzhhorod è il capoluogo amministrativo della Transcarpazia (Закарпатська област), provincia nel sud-ovest dell’Ucraina.

UzhhorodA Uzhhorod abbiamo passato una giornata, che è più che sufficiente per vedere praticamente tutto. D’altra parte, qualche giorno in più non guasterebbe, perché consentirebbe di fare qualche escursione e visitare un paio di castelli e paesi in zona.

Sono soprattutto cinque le cose che mi hanno interessato, affascinato e/o colpito di Uzhhorod. Mi permetto di lasciarle tutte qui, così, se per caso non sapete proprio nulla della città, magari vi viene voglia almeno di cercarla su Google Maps dopo aver letto qualcosa in più!

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1. La posizione geografica

Uzhhorod è una città di confine. Non ci vuole molto per rendersene conto. È un crogiolo di lingue, culture e gruppi etnici, fra i quali le comunità ungherese e rumena sono le più numerose. La varietà del paesaggio urbano restituisce un’atmosfera ugualmente cosmopolita.

C’è un mezzobusto del politico e diplomatico slovacco Milan Rastislav Štefánik. Qua e là ci sono insegne in ungherese. E c’è il Quartiere Ceco (Cheshsky Kvartal), una zona quasi interamente costruita negli anni Venti del Novecento in stile funzionalista. In quegli anni il funzionalismo era particolarmente diffuso in città tanto ceche quanto slovacche, da cui il nome del quartiere.

Non lontano dalla ex sinagoga (vedi punto 4 per ulteriori dettagli) ci siamo imbattute in una mappa gigante della città. Su questa si leggeva che il confine con la Slovacchia era a pochi chilometri dal centro.

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Ovviamente abbiamo fatto il possibile per arrivarci, ma del confine nessuna traccia. Probabilmente era molto più lontano di quanto lasciasse intendere la mappa: dopo aver percorso parecchi chilometri (più di quelli suggeriti dalla mappa), non eravamo ancora arrivate da nessuna parte.

A quel punto siamo tornate indietro: la fame già incombeva e il posto in cui volevamo cenare era dalla parte diametralmente opposta della città (vedi punto 5 per dettagli). Magari la prossima volta!

Insomma, sì, ci sono echi e suggestioni molteplici ovunque. Sarete perdonati se per un attimo vi scordate di essere ancora in Ucraina.

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2. Il fiume

Il fiume di Uzhhorod è l’Uzh e, no, non è una coincidenza. Uzhhorod vuol dire ‘Città sull’Uzh’. Il fiume è un elemento fondamentale del paesaggio urbano. Anzi, se togliete l’Uzh dal nome, vi resta solo una ‘horod’, che in ucraino vuol dire ‘città’. In pratica, avete una ‘città’, ma come fate a sapere qual è se si chiama solo ‘città’? Il fiume è indispensabile per l’identità stessa di Uzhhorod. Questa cosa la rende più bella e più unica ai miei occhi.

La città è storicamente nota con il suo nome ungherese, Ungvár, che combina ‘Ung’ (parola ungherese per ‘Uzh’) e ‘vár’ (‘castello’ in ungherese). Insomma, il fiume c’è sempre.

Al di là dell’etimologia della città, l’Uzh scorre nel cuore di Uzhhorod e offre una vista bellissima. Di giorno è uno specchio per il cielo ed è piacevolissimo passeggiare all’ombra del vialetto alberato che ne costeggia le rive. La sera è tutto buio e silenzioso, visibile solo dal ponte che lo attraversa di strada verso il centro.

A parte il suo essere componente essenziale del paesaggio urbano, c’è anche qualcos’altro che rende l’Uzh alquanto speciale…

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3. A caccia di mini-sculture

… Sì, esatto, questa è l’altra buona ragione per fare una passeggiata lungo il fiume. Qua e là sulla ringhiera che costeggia il fiume (e non solo lì) ci sono mini-sculture che ritraggono diversi personaggi di importanza storica, culturale e/o mitologica.

Il progetto, avviato dall’artista Mykhailo Kolodko (nato proprio a Uzhhorod), include sia personalità come il compositore ungherese Ferenc Liszt sia monumenti famosi quali la Statua della Libertà.

Benché ricordi in parte progetti analoghi realizzati in altre città (fra cui i super famosi Gnomi di Breslavia), le mini-statue di Uzhhorod sono senz’altro un’attrazione che nessun turista di passaggio o frequentatore abituale vuole perdersi!

Uzhhorod

Ciò detto, noi di sculture ne abbiamo viste solo alcune durante il nostro breve soggiorno. Ecco un elenco:

– La scultura del ‘Buon soldato Švejk’ è un classico. Tenetevi il centro alle spalle e attraversate il ponte principale sull’Uzh. Dopo il ponte girate a destra in Lungofiume Kyivska: due passi e vedrete subito la mini-scultura, che tiene in mano uno knedlík, un tipo di pane tipico della cucina ceca.

Fra l’altro, Švejk è il protagonista de Il bravo soldato Švejk e altre strane storie, noto romanzo satirico ceco di Jaroslav Hašek (nonché romanzo ceco più tradotto di tutti i tempi).

– Un gruppetto di soldati, la cui identità, devo dire, non sono riuscita a chiarire…

– Un nodo nella ringhiera sul Lungofiume Kyivska. È un riferimento al noto artista circense e lottatore della Transcarpazia Ivan Firtsak-Croton, incluso anche nel libro per bambini di Oleksandr Havrosh ‘Ivan il Forte’.

– Il principe Laborets, leggendario fondatore di Uzhhorod e del suo castello. La sua figura, completamente avvolta da una corda, si trova in cima a una spada, di cui forma l’elsa. È un riferimento alla sua morte: il principe fu annegato nel fiume Ondava, ora noto come Laborets. La spada è conficcata in una delle mura esterne del castello: fateci caso!

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– L’artista Tivadar Csontváry, ritratto mentre pattina sul ghiaccio lungo la ringhiera del Lungofiume Kyivska.

– Il pittore Ignacs Roskovics in piedi accanto al suo cavalletto e nell’atto del dipingere. Questa la trovate sul Lungofiume Nezalezhnosti.

– La statua del lampionaio noto come ‘Zio Kolya’, ritratto su una scala mentre accende un lampione. Questa scultura è un po’ più grande della mini-statua media e si trova proprio nel cuore del centro città, vicino all’incrocio fra Voloshin e Korzo.

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– Il leader dei Deep Purple Jon Lord, che contempla il fiume dalla ringhiera, pensieroso e con le cuffie.

– L’aiutante di Babbo Natale (anche noto come ‘Mikolajczyk’), appollaiato e felice sulla ringhiera del ponte sul fiume.

– Una versione in miniatura della nave ‘Carpazia’, che si dà il caso sia la prima nave ad aver reagito alla richiesta di aiuto del Titanic, nonché la primissima ad averne portato in salvo i passeggeri. Quando ho letto che è possibile mettere una candela accesa nella nave, mi sono molto pentita di non averlo fatto anche io.

– la Statua della Libertà (nota come ‘Svobodka’), probabilmente la più nota fra tutte. A momenti ce la perdiamo. Alla fine (leggi: per puro caso) ce la siamo trovata davanti mentre, la sera, tornavamo verso l’ostello.

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Nel complesso è stato un ‘bottino’ soddisfacente. Fra le sculture che non abbiamo visto ci sono: Andy Warhol, un mini-telefono, un gruppetto di ricci, il cubo di Rubik e lo stesso Ferenc Liszt.

Adesso ho scoperto che esistono mappe che riportano la posizione esatta di tutte le sculture. Un buon motivo in più per tornare a Uzhhorod! Che, comunque, già ce ne sono parecchi…

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4. Elementi-chiave del paesaggio urbano

Il centro di Uzhhorod è piuttosto raccolto, ma è vivace e colorato, anche grazie alle tante insegne di bar e ristoranti di genere diversissimo che animano la zona. Non è difficile, comunque, isolare i luoghi di maggior interesse che caratterizzano la città.

Uno dei più facili da identificare è la Filarmonica, indubbiamente uno degli edifici più belli della città. Costruita in origine come sinagoga, è oggi usata come sala da concerti. La facciata è ricoperta di terracotta intagliata, che rende l’edificio veramente splendido. Non passa inosservata, né potete assolutamente perdervela!

Non è un caso che nel 2016 proprio davanti all’edificio, sia stato inaugurato un monumento che commemora le vittime dell’Olocausto.

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Uzhhorod

Un simbolo indubbio di Uzhhorod è il castello, che, ovviamente, sorge in cima alla collina che sovrasta la città. La struttura originale risale al Duecento, ma nel corso dei secoli ha subito diverse ristrutturazioni e anche diversi assedi, nessuno dei quali ha avuto successo.

Oggi il castello ospita il Museo della Transcarpazia, che offre un’esaustiva panoramica della storia della regione.

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Ultimo, ma non per importanza: a un certo punto ricordatevi di scordarvi tutte le liste di cose da vedere che avete a portata di mano. Prendetevi un po’ di tempo per fare una passeggiata in giro per la città. Scoprirete così anche chiese sontuose, edifici negli stili architettonici più vari e opere di street art.

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5. Cafe-Muzey ‘Pid Zamkom’

Questo è il locale che nel punto 1 ho descritto come ‘il posto in cui volevamo cenare’. Avevamo già letto qualcosa del Pid Zamkom (letteralmente ‘Sotto il castello’, per via della posizione) nella nostra guida dell’Ucraina, che lo descriveva come un posto speciale, soprattutto grazie all’atmosfera ‘nostalgica’ e alla gran quantità di oggetti e soprammobili esposti. Quello, insieme al fatto che una coppia ci abbia chiesto indicazioni su come raggiungere il locale dal castello, ci ha comprensibilmente fatto venir voglia di andarci.

Posso dire con certezza che il Pid Znamkom sia uno dei posti più unici in cui sia mai stata. Il locale è stipato di oggetti e arredi d’ogni sorta: insegne, lampade, orologi, pezzi di mobilio… chi più ne ha più ne metta.

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La gran quantità di oggetti d’epoca, che si intona molto bene con le luci basse e le pareti bianche degli interni, contribuisce all’atmosfera particolare che si respira.

E non solo: aspettatevi anche di mangiare e bere bene. Noi abbiamo mangiato degli ottimi pelmeny e varenyky insieme a una buona pinta.

Sarei inutilmente prolissa se mi soffermassi più di tanto su questo o quel dettaglio del ristorante in sé. Semplicemente, tenetevelo a mente per quando andate a Uzhhorod: non ne rimarrete delusi!

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Uzhhorod era l’ultima tappa nel nostro itinerario ucraino: lasciare Uzhhorod voleva dire lasciare il paese. Nell’arco di una settimana o poco più l’Ucraina ha rivelato alcuni dei suoi luoghi meravigliosi, ma adesso bisogna anche tornarci per vedere dell’altro. Per quanto vorrei un sacco tornare nei posti in cui sono già stata, non vedo l’ora di visitare anche altre zone di questo travagliato, spesso sottovalutato, eppure bellissimo paese.

Lasciare Uzhhorod significava tornare a Brno. Prima di farlo, però, c’era ancora una fermata intermedia da fare lungo la via: Košice, ‘capitale’ della Slovacchia orientale. Pronti, via!

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