NUOK. Un giorno a Forlì: dai Musei San Domenico a Piazza Saffi

URBAN SAFARI. Pubblicato l’11 settembre 2016


A Forlì il turista trascorre perlopiù una mattinata, al massimo un pomeriggio. Se proprio ha tanto tempo a disposizione, ci sta una giornata. Oltre a vedere – e fotografare, perché merita davvero – piazza Saffi e il Duomo, percorrere Corso della Repubblica ed eventualmente visitare i Musei San Domenico. Poco altro.

Eppure, basta avere un po’ di spirito di esplorazione e la voglia di fare una passeggiata più lunga, e la città si rivela anche nei suoi lati nascosti e suggestivi. Ideale punto di partenza per un safari urbano forlivese sono i Musei San Domenico, indiscusso punto di riferimento per tutti, a Forlì e non solo.

Forlì. Musei San Domenico

 

I Musei, che hanno sede in un ex convento domenicano del Duecento, sono noti soprattutto per le mostre di interesse internazionale qui ospitate, in media molto interessanti e ben curate. A tarda sera, poi, il piazzale diventa teatro di tutti i più importanti e imperdibili botellòn organizzati dai tanti studenti fuori sede, soprattutto verso la fine dell’anno accademico.

Non c’è location più comoda per i ritrovi a base di musica e bevute in compagnia: l’area infatti è abbastanza isolata da scongiurare le proteste di chi abita nei pressi, ma abbastanza centrale da risultare facilmente raggiungibile da tutti. Insomma, i Musei sono una sede culturale a tutto tondo capace di offrire “ospitalità” 24 ore su 24.

Forlì. Musei San Domenico

Proseguendo lungo l’ampio piazzale, si arriva al graffito dello street artist Gomez, apparso ormai un anno fa sulla parete di un palazzo adiacente ai Musei. Il graffito ha le proporzioni dei cartelloni pubblicitari che ricoprono ad arte i palazzi pubblici in restauro ma, a differenza di quest’ultimi, si tratta di un elemento permanente del paesaggio urbano. E, nonostante abbiano già provato a deturparlo, è assai apprezzato dalla popolazione locale.

Graffito di Gomez

La piazza dei Musei è incastonata in una rete piuttosto fitta di stradine, rigorosamente residenziali, scavate dai palazzi che le fiancheggiano. È la “Vecchia Forlì”, che, non a caso, era anche il nome di uno storico ristorante del centro. Purtroppo è stato chiuso di recente, ma la Vecchia Forlì c’è ancora, e a vagare per i suoi vicoli e angoli nascosti ci si può passare ore e ore. Spesso e volentieri, una stradina porta a un’altra e poi a un’altra ancora…

Ad esempio, se dal piazzale dei Musei si prende via Cobelli, si sbuca su corso Garibaldi. Subito sulla sinistra, ecco piazza Duomo e l’adiacente piazza Ordelaffi. A certe ore del giorno e con la luce calda e dorata del tramonto, il Duomo e il palazzo della Prefettura sembrano ancora più rossi e brillanti.

Forlì. Duomo

A sinistra della Prefettura inizia via Maroncelli. Lì sorgeva il ristorante Vecchia Forlì, la cui insegna è ancora visibile sulla facciata dell’edificio che ospitava il locale.

Forlì. Ristorante 'Vecchia Forlì'

Superato il ristorante, si svolta a destra in via Hercolani, che diventa poi via dei Mille. Poco avanti, sulla destra, inizia via Paradiso. In fondo a via dei Mille, invece, si apre un bivio: piazzetta San Biagio a sinistra e via Dandolo a destra. Con tutta probabilità vi ritroverete a pensare: “Aspetta, guardo cosa c’è dietro quell’angolo e poi torno indietro”, ma inevitabilmente deciderete di proseguire oltre e ritornare in centro, scegliendo di fare un giro completamente diverso da quello che vi aspettavate.

Sì, perché, anche se a descriverlo sembra un groviglio chissà quanto intricato, perdersi a Forlì è quasi impossibile. Non si sa come, per quanto si giri a zonzo senza una meta precisa, di solito si finisce con lo sbucare su una delle vie principali del centro, che sia corso Garibaldi, via delle Torri o corso Mazzini. E alla fine, tutte le strade portano a piazza Saffi.

Ne è la prova via del Fossato Vecchio. Grosso modo a metà via, si svolta a destra in via Moscatelli, poi, in fondo a sinistra, in via Matteucci. Poco avanti sulla destra si apre piazza Cavour, da cui parte via Orselli. Di fatto l’intero piazzale (molto grande, contornato da caffè, ristorantini e, sul lato destro, dal mercato coperto) è noto con il nome Giardini Orselli, anche se questo, tecnicamente, è solo il nome dei giardinetti affacciati su via delle Torri. E dove porta via delle Torri se non a piazza Saffi? Bastano due passi e si è già lì.

Forlì. Piazza Saffi

Forlì è una delle città – architettonicamente parlando – ‘più fasciste’ d’Italia. Tracce e riferimenti al Ventennio emergono nello stile Razionalista che contraddistingue numerosi palazzi storici del centro. Sulle facciate di alcuni di questi, fra cui la Casa del Mutilato in via Maroncelli, sono ancora presenti i fasci littori, gli stessi visibili sui lampioni di piazza Saffi, che riportano anche l’indicazione “X anno” dell’era fascista in città. Richiami storici a parte, piazza Saffi è punto di arrivo e punto di partenza di qualsiasi itinerario forlivese, nonché punto di ritrovo comodo per tutti, purché si specifichi su quale lato della piazza ci si incontra.

È parecchio ampia e molto luminosa, per non dire abbagliante, quando la si attraversa in piena estate con il sole alla sua massima altezza. Chi visita Forlì in giornata ne è solitamente ammaliato. Chi a Forlì ci vive, invece, a volte finisce purtroppo con il non trovarci nulla di speciale. In questi casi, salire in cima al campanile di San Mercuriale ha il potere magico di far cambiare idea anche al più indifferente degli scettici.

 

Musei San Domenico
Piazza Guido da Montefeltro 12
47121 Forlì
Tel. 0543 712659
Sito web: http://bit.ly/2FDYTnt (museo) | https://www.mostraeternoeiltempo.it/ (mostra corrente)
E-mail: museisandomenico.forli@comune.forli.fc.it
Orari: mar-ven 9.30-19 | sab, dom e festivi 9.30-20 (ma controllate il sito web per gli orari estivi)

Link, contatti e orari di apertura sono aggiornati al 25 luglio 2018

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