Isole Faroe 2018 (8/8). Le scogliere di Vestmanna

L’uscita alle scogliere di Vestmanna è stata inaspettata almeno quanto il giro a Gásadalur il giorno prima.

Il mattino dopo la lunga passeggiata fino a Gásadalur e alla cascata di Mulafossur, siamo uscite presto (di nuovo) per prendere il bus per Sørvágur (di nuovo) e tentare la fortuna con il traghetto per Mykines (di nuovo). Era la nostra ultima possibilità: saremmo ripartite per Brno il giorno dopo.

Il giorno prima, mentre attraversavamo Bøur per la seconda volta, abbiamo visto il traghetto sulla via per Mykines. Aveva lasciato Sørvágur intorno alle 16.20, ma non potevamo prenderlo allora, perché non avrebbe poi fatto ritorno a Sørvágurlo stesso giorno. Non potevamo permetterci un pernottamento extra a Mykines. Il traghetto ci sarebbe andato di nuovo la mattina dopo, quando, appunto, speravamo di salirci anche noi.

Il tempo prometteva malissimo fin da subito: pioggia, foschia, vento e nuvoloni densi e grigi. La peggior combinazione possibile per un viaggio in traghetto che dipende in larga misura dalle condizioni meteorologiche. Eppure GreenGate Incoming (l’agenzia con cui avevamo prenotato l’escursione) ci ha informato che il traghetto sembrava non essere cancellato per il momento. C’era ancora speranza.

Isole Faroe. Sørvágur

(Ancora) Sørvágur

Siamo arrivate a Sørvágur e, come previsto, è arrivata la comunicazione che il traghetto era cancellato anche quel giorno, perché… beh, bastava guardare il cielo per capirlo.

È così che ci siamo rese conto che durante il nostro primo viaggio alle Faroe non saremmo andate a Mykines. Succederà una prossima volta allora. Ci siamo anche rese conto che, come il giorno prima, non avevamo un piano B per la giornata. Solo che il giorno prima il tempo era splendido, per cui era stato facile organizzarci da capo quando abbiamo saputo della cancellazione del traghetto. Stavolta sarebbe stato più difficile: il tempo era veramente terribile.

Stavamo tornando alla fermata del bus, quando GreenGate Incoming ci ha mandato un’altra mail. Diceva che il tour alle scogliere di Vestmanna previsto quel pomeriggio era confermato e c’erano ancora due posti liberi, se volevamo partecipare.

Vestmanna è un altro classico delle Faroe. È un villaggio di pescatori sulla costa occidentale di Streymoy, l’isola dove c’è anche la capitale Tórshavn. Il villaggio in sé magari non è nulla di speciale, ma è da lì che partono i traghetti per una delle (tante) zone spettacolari di tutto l’arcipelago: le scogliere dove nidificano gli uccelli.

Isole Faroe. Scogliere di Vestmanna Isole Faroe. Scogliere di Vestmanna Isole Faroe. Scogliere di Vestmanna

Isole Faroe. Scogliere di Vestmanna

La roccia al centro è nota come ‘Elefante’ per via della forma, che ricorda, appunto, un elefante.

Vestmanna era l’ultima cosa che avevamo in mente quel mattino, ma per come si erano messe le cose, pensate che abbiamo detto di no? Perché abbiamo detto di sì!

 

Da Sørvágur ci abbiamo messo un po’ ad arrivare a Vestmanna. Prima abbiamo dovuto aspettare il bus per Tórshavn. Là abbiamo preso un altro bus, che ci ha lasciato a una fermata intermedia di Streymoy, vicino a una pompa di benzina poco dopo l’uscita del tunnel da Vágar. Infine abbiamo preso un terzo bus, che ci ha portato davvero a Vestmanna.

A Vestmanna c’è una fermata proprio nei pressi del molo accanto al Centro Turistico. Le escursioni alle scogliere partono da lì. Siamo corse al molo sotto la pioggia battente e, pochi minuti dopo che (noi e qualche altro passeggero) siamo saliti a bordo, la barca è partita.

Isole Faroe. Vestmanna

Vestmanna

Isole Faroe. Vestmanna

Porto di Vestmanna

Eravamo su da qualche minuto quando, incredibile ma vero, ha anche smesso di piovere. Quasi subito, mentre Vestmanna si allontanava sempre di più all’orizzonte, i passeggeri hanno cominciato a spostarsi sul ponte. L’abbiamo fatto anche noi: ci siamo ritagliate un angolino a prua.

La barca ha proseguito verso nord e verso l’oceano, costeggiando scogliere altissime e addentrandosi in rientranze così strette da sembrare impossibili da varcare. Per gli uccelli le scogliere sono uno dei luoghi preferiti in cui nidificare nei mesi estivi. Guardate su mentre la barca passa accanto alle rocce: potreste vederne tantissimi!

Noi non ne abbiamo visti tantissimi, ma era inizio maggio, quando la stagione della nidificazione è proprio agli inizi. Però abbiamo visto due pulcinelle di mare (o puffin)! Ci sono passati davanti velocissimi, per cui non è stato possibile fotografarli, ma erano proprio pulcinelle!

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Mentre la barca risaliva il Vestmannasund (Stretto di Vestmanna), siamo passati davanti a Slættanes, villaggio abbandonato nella parte nord di Vágar. Come il villaggio chiamato Víkar, situato lì vicino, Slættanes sorge nella zona più remota dell’isola e non è ‘molto facile’ da raggiungere. Sia Slættanes sia Víkar erano insediamenti permanenti, finché nel corso del XX secolo i loro abitanti hanno cominciato ad andarsene per via della posizione isolata.

Visto dal mare, Slættanes sembra davvero un villaggio fantasma: è una manciata di case affacciate sull’oceano e in uso solo durante l’estate. Non salta all’occhio all’interno del paesaggio ma, dopo averlo notato la prima volta, è difficile non farci caso. Emana un fascino silenzioso, quasi malinconico.

Isole Faroe. Slættanes

Slættanes

Isole Faroe. Slættanes

Slættanes

Isole Faroe. Slættanes

Slættanes

Inoltre, casomai vi steste chiedendo com’era la ‘situazione-pecore’, la risposta è , le abbiamo viste eccome. Le pecore sono veramente ovunque e il modo in cui passeggiano lungo i pendii più ripidi senza il minimo sforzo è a dir poco sconvolgente. È come se ogni volta dicessero: ‘Guarda e impara, forza di gravità’.

Durante il tour il mare era veramente mosso e il vento era altrettanto forte, per cui la barca faceva dei gran salti. Star sul ponte era come essere sulle montagne russe. Non ci siamo mai mosse dal punto in cui eravamo, con i piedi incollati a terra, una mano pure incollata alla ringhiera e l’altra che cercava di tenere ferma la macchina fotografica.

A un certo punto la barca ha fatto un’inversione a U per tornare verso Vestmanna. Ci siamo trovate sul lato della barca affacciato sul mare aperto. A ogni onda la prua all’inizio andava su piano, restava ferma un microsecondo e poi tornava giù di colpo. Ogni discesa sembrava una frustata che spruzzava acqua ovunque.

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Ogni tanto con la coda dell’occhio guardavo il capitano in cabina. Volevo giusto vedere quanto lo preoccupassero le onde alte. Invece lo vedevo chiacchierare pacifico con l’altro lupo di mare o marinaio (non so bene che qualifica avesse) che era lì con lui. Buon segno, ho pensato. Se è contento lui, lo sono anche io.

A fine tour eravamo a dir poco senza parole. Come si fa a descrivere paesaggi di simile bellezza? Certo, eravamo anche con i vestiti zuppi e la faccia coperta di sale. Ma è stata una delle cose più esaltanti che abbia mai fatto!

Pochi minuti dopo che siamo scese a terra, ha ricominciato a piovere e non ha più smesso fino a… La verità è che non lo so quando a smesso. Quando il nostro volo è partito dalle Faroe la mattina dopo, stava ancora piovendo. Per cui, davvero, la pioggia ha dato tregua solo fintanto che è durato il giro.

Che il tour a Vestmanna sia stato inaspettato è poco ma sicuro. Se credessi alle coincidenze, direi anche che ‘doveva’ proprio succedere quel giorno.

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