Ucraina 2017 (8/10). 10 cose che vi faranno venire voglia di andare a Odessa

Arrivare a Odessa da Kiev è un po’ come spostarsi da un posto al suo (quasi) esatto opposto – e non solo perché Odessa è sul mare e Kiev no. Il traffico nel centro di Odessa non è neanche lontanamente intenso come in media a Kiev e anche il fatto che Odessa abbia ‘solo’ un milione di abitanti circa (contro i tre di Kiev) fa la differenza.

Appena siamo scese dal bus notturno alla stazione di Odessa (comodamente situata vicino a quella ferroviaria) intorno alle cinque del mattino, abbiamo visto… niente. Era ancora buio pesto, la zona della stazione sembrava il posto più anonimo del mondo e si congelava nel vero senso della parola.

Porto di Odessa

Insomma, l’accoglienza non è stata delle più calorose, ma i due giorni che abbiamo passato in città hanno decisamente compensato il ‘freddo’ benvenuto riservatoci.

Ho guardato e riguardato diverse volte le mie foto di Odessa e mi sono resa conto che ci sono alcuni aspetti della città che attirano sempre e comunque la mia attenzione e mi riportano là ogni volta che le guardo. Queste sono anche le cose che, per come la vedo io, rendono Odessa speciale a modo suo. Che poi, Odessa è senz’altro speciale anche per tanti altri motivi, che però io non ho avuto modo di toccare con mano, visto il pochissimo tempo a nostra disposizione per girare la città. Dieci punti a suo favore li ho comunque messi insieme. Eccoli qui.

 

1. Il centro città

Se dovessi scegliere un aggettivo per descrivere il centro di Odessa, probabilmente userei ‘incantevole’. Non stupisce che la città sia gremita di turisti, principalmente attratti (soprattutto in estate) dal suo clima favorevole, da un’atmosfera caratteristica eppure cosmopolita e dalle sue spiagge sabbiose.

La strada principale, Derybasivska (Дерібасiвська), è una promenade pedonale fiancheggiata da bar e ristoranti e apparentemente pensata per incoraggiare infinite passeggiate all’ombra degli alberi che ornano la via.

Odessa, Derybasivska

All’estremità ovest della strada troverete il Giardino Cittadino, una piazza ampia e ariosa incorniciata da alberi, altri bar e caffè e, qua e là, qualche scultura in bronzo. La più popolare è probabilmente la sedia. Sì, è proprio una sedia vuota, che probabilmente non vi dirà molto quando la vedrete. Se avete una certa familiarità con la letteratura di epoca sovietica, invece, saprete che è un riferimento a Le dodici sedie (Двенадцать стульев), romanzo satirico super famoso scritto a quattro mani dagli autori Ilf e Petrov, originari di Odessa.

L’estesa piazza alla fine di Derybasivska verso il Giardino è la piazza della cattedrale, mentre all’estremità opposta c’è una statua di De Ribas, ufficiale di origini spagnole che fondò la città di Odessa e ne fece costruire il porto. Non a caso, la strada stessa prende il nome da De Ribas.

Rispetto al cuore del centro storico, già gli immediati dintorni sono un po’ meno colorati e ‘tirati a lucido’. I negozi non sono altrettanto alla moda e sono popolati più da gente del posto che da turisti, mentre i marciapiedi sono in media un po’ più sporchi e meno curati.  Più ci si avvicina alla stazione, più il paesaggio urbano ha un aspetto ‘consumato’, che io in verità trovo estremamente autentico e, per questo, affascinante.

Odessa, Derybasivska

Se fate via Panteleymonivska (una delle strade che passano vicino alla stazione), noterete forse una manciata di cupole argentate che emergono fra i palazzi a schiera nella via. Sono quelle della Chiesa Panteleymonivska, chiesa ortodossa fondata da monaci greci utilizzando pietra di Costantinopoli. Secondo la leggenda, gli affreschi sulla facciata sono stati più volte coperti dai sovietici, ma ogni volta che venivano ridipinti, puntualmente riemergevano. Anche i recenti restauri hanno fatto la loro parte, per cui magari andate a vedere voi stessi come sono.

Odessa, Derybasivska Odessa, Derybasivska

 

2. Boulevard Primorsky

Boulevard Primorsky (Приморський бульвар) è il viale alberato che si affaccia sul mare. È anche uno dei miei posti preferiti di Odessa. Ci arrivate facilmente se andate in fondo a Derybasivska (il lato dove c’è la statua di De Ribas) e girate a sinistra alla rotonda.

Alle estremità del boulevard ci sono il Municipio e Palazzo Vorontsov (vedi punto 4). Su un lato della via sono allineati palazzi eleganti e imponenti, mentre l’altro offre scorci meravigliosi del mare e del porto.

Camminare lungo Boulevard Primorsky è come tornare indietro nel tempo. I lampioni sono repliche di quelli del XIX secolo, per cui nell’insieme contribuiscono non poco all’aspetto pittoresco della via.

Odessa, Boulevard Primorsky Odessa, Boulevard Primorsky

Nella zona sono emerse anche tracce di insediamenti greci del IV e V secolo A.C. Questi sono ancora visibili attraverso teche in vetro poste ad hoc lungo la via. Anche la musica di questo o quel musicista di strada fa un certo effetto nell’insieme.

La sera, invece, il boulevard (e, con lui, anche Derybasivska) si accende in un mare di lucine colorate, legate intorno agli alberi. Bellissimo!

Punti di interesse lungo la via includono anche il cannone fuori dal Municipio (rubato ai britannici nel 1854 durante la guerra di Crimea), una statua di Pushkin (il quale visse a Odessa per circa un anno), anch’essa non lontana dal Municipio, e una statua del Duc de Richelieu, primo governatore di Odessa, in toga romana.

Odessa, Boulevard Primorsky

Lo so che finora non ho nominato L’Attrazione Più Importante della via: la Scalinata Potëmkin. Non l’ho fatto solo perché ho pensato di riservarle un paragrafo a sé stante…

 

3. Scalinata Potëmkin

Anche se non sapete chi è il Signor Potemkin, molto probabilmente lo avete sentito nominare, almeno nell’ambito della corazzata che ne porta il nome. La corazzata Potëmkin è un film muto di epoca sovietica uber famoso diretto da Sergei Eisenstein. Racconta (in versione drammatizzata) la storia dell’ammutinamento dell’equipaggio della nave da battaglia Potëmkin, ribellatosi contro le autorità.

La scalinata, prima nota come Scalinata Primorsky, fu ribattezzata Scalinata Potëmkin nel 1955 per commemorare il 50° anniversario dell’ammutinamento. Quando l’Ucraina ottenne l’indipendenza, venne ripristinata la denominazione precedente, anche se di fatto ‘Scalinata Potëmkin’ resta ad oggi la più popolare.

La scalinata, ampia e gigantesca, porta da Boulevard Primorsky fin giù al porto marittimo. Venne progettata e realizzata così da creare un’illusione ottica: se la si guarda dal basso, gli spiazzi fra i tratti di scalinata non sono visibili, mentre se la si guarda dalla cima sono i gradini che non si vedono. Funziona, vedere per credere!

Odessa, Scalinata Potëmkin

La scalinata è probabilmente il monumento più famoso di Odessa ed è obiettivamente bellissima. Fare su e giù da cima a fondo è una di quelle cose che vorrete e dovrete fare se vorrete dire di averla davvero vista. Per tornare su senza fare le scale in salita potete eventualmente prendere la funicolare proprio accanto alla scalinata.

Sì, ma chi è Potëmkin quindi? Dunque, Gregori Potëmkin era un generale russo e l’amante di Caterina la Grande. La sua carriera fu segnata da parecchi traguardi notevoli, senza contare che coordinò anche la costruzione di diversi edifici storici. La nota corazzata prese il suo nome nel 1891, un secolo dopo la sua morte.

Odessa, Scalinata Potëmkin

 

4. Gli edifici

La varietà architettonica è una caratteristica assai ricorrente sia nelle città di medie dimensioni sia, a maggior ragione, in quelle grandi. Odessa non fa sicuramente eccezione.

Il paesaggio architettonico è caratterizzato da molteplici stili, fra i quali due erano particolarmente diffusi quando Odessa attraversò la sua fase di massima riqualificazione urbana nel corso del XIX secolo: neoclassico e neorinascimentale.

Edifici particolarmente degni di nota sono:

– Palazzo Vorontsov in Boulevard Primorsky. Già residenza del terzo governatore della città, è un edificio neoclassico costruito proprio sull’orlo dell’altura su cui sorge Odessa. Offre quindi una vista splendida sul mare e sul porto;

– il Municipio, anch’esso costruito in stile neoclassico;

– il Teatro dell’Opera e Balletto, ispirato al Semperoper di Dresda, ma progettato dagli stessi autori dell’Opera di Vienna e realizzato in stile tardo-barocco;

– il Passazh, galleria coperta che si trova proprio di fronte al Giardino cittadino. L’ambiente, costruito in stile neorinascimentale, colpisce per gli spazi ariosi e la ricca decorazione interna delle pareti;

– Hotel Londonskaya e Hotel Bristol, anch’essi in centro (rispettivamente in Boulevard Primorsky e in via Pushkinska) e anch’essi in stile neorinascimentale;

– il neoclassico Palazzo Potocki, ora sede della Galleria d’Arte della città.

Odessa Odessa, Passazh

È bene notare che la maggioranza degli edifici sopra elencati sono stati progettati dallo stesso autore, l’italiano Francesco Boffo. Questi, autore anche della Scalinata Potëmkin, è stato il principale architetto di Odessa nella prima metà del XIX secolo e ha giocato un ruolo chiave nella ristrutturazione urbana che ha caratterizzato la città in quegli anni.

Mentre girate per Odessa, vi imbatterete senz’altro in molti altri edifici, meno noti ma non per questo meno splendidi. Anche a me è successo e, pur non conoscendo i nomi di nessun palazzo, non ho potuto neanche fare a meno di interrogarmi sulla loro storia. Alcuni erano imponenti e massicci, altri erano sontuosi ed eleganti, altri ancora erano in uno stato di abbandono, ma ancora recavano traccia del loro antico splendore.

Odessa, Teatro dell'Opera e Balletto Odessa

 

5. Il porto

Uno dei motivi per cui mi è piaciuta Odessa è che è una città portuale. Amo le città portuali. Amo soprattutto il fatto che il porto doni alla città una connotazione, appunto, ‘portuale’ che contribuisce all’identità stessa della città.

L’aura cosmopolita che caratterizza Odessa è radicata nella storia della città. Nel 1815, poco dopo la sua fondazione a fine Settecento, la città divenne un porto franco. Ciò ne fece anche uno snodo di importanza fondamentale per il trasporto marittimo, oltre che un crocevia a metà fra est e ovest.

Oggi Odessa è il principale porto commerciale dell’Ucraina. Ha un ruolo primario nel bacino del Mar Nero e non solo. Il viavai del porto (usato per il trasporto sia di merci sia di passeggeri) contribuisce non poco all’atmosfera vivace e vibrante che si respira a Odessa. Senza contare che è parte integrante del già unico paesaggio urbano che caratterizza la città.

Porto di Odessa Porto di Odessa

 

6. Il Mar Nero

Il Mar Nero è una di quelle cose che ti fa rivedere il concetto di Impressionismo. Una delle cose che si imparano a scuola quando si studia l’Impressionismo è che i pittori impressionisti passavano diverse ore all’aperto e, mentre contemplavano il paesaggio, lo dipingevano in presa diretta. Prestavano particolare attenzione alla luce, alla sua natura istantanea e agli effetti della luce naturale sul soggetto dell’opera.

Il Mar Nero mi ha fatto venire voglia di essere un pittore impressionista. Se avessi avuto una tela, un pennello e una tavolozza di colori negli anni Settanta dell’Ottocento, avrei potuto passare ore e ore sul Mar Nero. Avrei cercato di restituire quante più tonalità di blu riuscissi a cogliere della superficie dell’acqua. Eppure ne avrei omesse non so quante: la luce sarebbe stata troppo mutevole perché le si potesse star dietro.

Insomma, quando andate sul Mar Nero potete portarvi dietro tela, tavolozza e pennello, se le avete. Altrimenti, potrete usare la macchina fotografica. Ma soprattutto, vedete di ammirare la bellezza del mare così com’è: ora turchese e opaca quando illuminata dal sole al largo, ora limpida e trasparente lungo la riva, ora scura e lucida come ossidiana grezza. Altro che cinquanta sfumature di blu.

Odessa, Mar Nero

Odessa, Mar Nero

Odessa, Mar Nero

 

7. Le spiagge, parte I: Arcadia

Perché lo sappiamo tutti che ‘mare’ fa rima con ‘spiagge’ e vedere l’uno spesso significa anche girare per le altre.

Mentre eravamo a Odessa, siamo andate al mare due volte. Abbiamo scelto spiagge diverse, perché ne volevamo vedere almeno un paio. Ovvio, ce ne sono molte di più, se uno ha a disposizione un po’ più di tempo. Noi ne abbiamo scelte due abbastanza note e abbastanza vicine al centro.

La prima è Arcadia, probabilmente la più famosa di Odessa, tanto nota per la spiaggia in sé quanto per la scena notturna.

Ci si arriva agilmente con i mezzi pubblici. Prendete il tram 5 da via Panteleymonivska (vicino al Mc Donald’s fuori dalla stazione ferroviaria, fermata Zaliznychnyi vokzal) e scendete al capolinea. Se ci andate in piena estate e/o nel weekend, però, preparatevi a un viaggio altamente scomodo su un tram pieno zeppo di gente di tutte le età.

Odessa, spiaggia ArcadiaCi vuole un attimo per arrivare alla spiaggia vera e propria dalla fermata del tram. Prima dovete attraversare Arcadia City, area commerciale all’aperto che comprende per lo più bar, ristoranti e caffè alla moda. A quel punto, se andate dritto vi trovate davanti la spiaggia chiamata Ibiza. Se però cercate un angolo più tranquillo, ignoratela e girate a sinistra. Se proseguite lungo la strada principale supererete altri ristoranti e bar. Alcuni di questi ultimi hanno anche l’accesso a spiagge private con ombrelloni e lettini, per cui, se vi fermate in una di quelle, dovrete pagare l’ingresso.

Altrimenti, andate oltre finché non vedrete che la folla di villeggianti si riduce e noterete un molo in cemento che sporge dalla riva. Quella è la spiaggia libera. Se restate lì fino al tardo pomeriggio, vi ritroverete con più gabbiani che persone intorno, mentre le onde si frangono stancamente sulla riva e il sole scompare dietro gli edifici in lontananza.

Il paesaggio urbano è reso ancora più interessante dalle vecchie residenze e case di villeggiatura sparse lungo il lido. Un tempo popolate da ucraini benestanti, tali strutture evocano oggi un concetto di ospitalità e cura una volta assai diffuso (per non dire obbligatorio). I colori tenui delle facciate creano un sottile, eppure stridente contrasto con i colori mediamente brillanti delle moderne insegne e attrazioni nella zona.

Odessa, spiaggia Arcadia Odessa, spiaggia Arcadia

 

8. Le spiagge, parte II: Otrada e la seggiovia

Come ho accennato poco sopra, Odessa ha la sua buona dose di spiagge, per cui, se uno deve sceglierne una o due in particolare, ha un po’ l’imbarazzo della scelta.

Il giorno dopo essere state ad Arcadia, siamo andate a Otrada di prima mattina. Per quando ci siamo arrivate non era più così presto, ma solo perché ci siamo andate a piedi e, di strada, abbiamo attraversato il parco Shevchenko (vedi punto 9).

La spiaggia era piuttosto tranquilla e poco affollata, l’acqua trasparente e, al largo turchese brillante. Abbiamo anche trovato un ristorante con vista sul mare, per cui, già che c’eravamo, abbiamo anche pranzato: che bellezza.

Odessa, spiaggia Otrada

Ma c’è una cosa che rende Otrada anche più originale di altre spiagge di Odessa. Sì, perché, se è vero che si può arrivare alla e dalla spiaggia a piedi o con i mezzi, ci si può anche andare e tornare in seggiovia (канатна дорога).

Ebbene sì, in seggiovia. Noi l’abbiamo presa solo per tornare dalla spiaggia ed è stato super bello! L’accesso alla seggiovia è proprio a ridosso della spiaggia. Pagate una manciata di hryvnya, saltate su una delle cabine colorate che scorrono instancabili lungo il cavo e godetevi il giro!

La vista è meravigliosa, sia per il mare visibile in lontananza sia per il ‘mare’ di alberi sottostante. Il silenzio tutt’intorno è rotto solo dal rumore meccanico e ripetitivo della cabina che sale lenta verso la cima.

La seggiovia vi lascerà all’inizio di una strada piuttosto anonima. Lì sul momento anche noi eravamo abbastanza smarrite, non avendo idea di dove fossimo. A pensarci ora, è facile. Vi basterà camminare fino alla fine della via, passare sotto l’arco giallo (chiamato Arco della Mauritania) e svoltare a destra, immettendovi così in Boulevard Frantsuzky. Quella è la strada dove passa il tram, per cui potrete prendere il tram 5 fino a via Panteleymonivska oppure tornare in centro a piedi.

Odessa, spiaggia Otrada, seggiovia Odessa, spiaggia Otrada, vista dalla seggiovia

 

9. I parchi

Mi vengono in mente almeno due parchi che consentono di approfondire la storia, cultura e arte di Odessa.

Uno è il Parco Shevchenko. Ricordate quando, a proposito di Kiev, ho detto che Taras Shevchenko è una figura chiave sempre e comunque quando si parla di Ucraina? Ecco, anche in questo caso Odessa non fa eccezione.

Il parco si trova a ovest del centro e a nord di Otrada, molto vicino alla spiaggia Lanzheron. Venne ufficialmente inaugurato nel 1875 in un’area che già faceva parte delle fortificazioni della città. Dopo la guerra russo-turca (1811) le fortificazioni erano state trasformate in una zona di quarantena, a sua volta diventata giardino nel 1840. Fra l’altro, anche il progetto del parco appartiene all’architetto super preferito di Odessa, l’unico e solo Francesco Boffo (vedi punto 4).

Odessa, Parco Shevchenko Odessa, Parco Shevchenko

Il parco comprende diversi punti di interesse al suo interno, tutti evidenziati nella mappa del parco all’ingresso. Fra questi vi sono:

– il Monumento a Taras Shevchenko (proprio all’entrata);

– la Colonna di Alessandro, monumento ad Alessandro II di Russia (che diede inizialmente nome al parco);

– gli Archi della Quarantena, che ricordano la precedente funzione del parco;

– il Monumento al Marinaio Ignoto, che si trova alla fine della Strada della Gloria, proprio accanto agli archi, e da cui c’è una splendida vista sul porto.

Odessa, Parco Shevchenko Odessa, vista del porto da Parco Shevchenko

L’altro parco che vi consiglierei di andare a vedere è il Giardino delle Sculture (Сад скульптур). Tecnicamente è il giardino dell’adiacente Museo Letterario, ma alla biglietteria potete anche pagare solo per visitare la parte esterna.

Il giardino è un tributo alle figure-chiave di Odessa: i suoi cittadini più illustri e i suoi personaggi letterari più iconici. È un museo unico nel suo genere e girare per questa galleria a cielo aperto è come esplorare frammenti di storia, cultura e arte della città. Va da sé che ci trovate anche una statua degli autori Ilf e Petrov in toghe romane.

Odessa, Giardino delle Sculture Odessa, Giardino delle Sculture

 

10. Il cibo

Come se potessi evitare di includere un richiamo dedicato al cibo. Il cibo ucraino e il cibo russo hanno molto in comune. Dai ravioli come pelmeny (пельмени) e varenyky (вареники) a zuppe come il borshch (борщ), alcuni capisaldi della cucina ucraina coincidono obiettivamente con quelli della controparte russa.

A Odessa ho mangiato benissimo. Mi permetto di consigliare due posti in particolare: Farsh (Фарш) e Kumanec (Куманець).

Se cercate una Hamburgeria Da Ricordare, l’avete trovata: il Farsh (Фарш) è il posto che fa per voi. Aperto in pieno centro (in via Katerynynska), è specializzato in burger e piatti di carne, ma se anche siete vegetariani, non temete: non ve ne andrete a stomaco vuoto!

Gli interni sono informali (e giusto vagamente hipster), ma se il tempo lo permette, potete accomodarvi ai tavoli all’aperto e godervi il sole estivo mentre sorseggiate una buona birra. E poi, il cibo è buonissimo!

Quanto a Kumanec (Куманець), ci metterei un po’ a spiegare nel dettaglio perché dovrebbe decisamente essere sulla vostra lista di cose da fare a Odessa.

Per darvi la versione breve, il posto è una combinazione di diversi elementi: cucina tradizionale, abbondante e buonissima, atmosfera calorosa e interni luminosi e accoglienti, in cui il legno dei mobili è accompagnato dai colori vivaci dei tavoli apparecchiati e dei costumi tradizionali indossati dallo staff.

Un ultimo consiglio: magari prenotate in anticipo, soprattutto se siete un gruppo numeroso e/o  volete andarci nel weekend.

Odessa, cucina tradizionale da Kumanec Odessa, cucina tradizionale da Kumanec

 

Per concludere…

Odessa ha molto più da offrire rispetto ai punti di interesse che ho incluso in questo post. Che andiate dappertutto in città o riusciate a visitare solo alcuni luoghi-chiave, c’è una cosa che vi colpirà comunque, ed è il clima unico che si respira in città. La sua atmosfera vivace, decadente, cosmopolita, marittima e contraddittoria è obiettivamente palpabile. Dovrete solo respirarla a pieni polmoni e lo vedrete anche voi.

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