Ucraina 2017 (7/10). Kiev, parte III: la città

Mettere insieme un elenco definitivo di luoghi ‘a misura di turista’ da vedere a Kiev è ovviamente impensabile. Kiev è enorme e ci vuole tempo per esplorarla e scoprirne i suoi innumerevoli aspetti.

Anche noi abbiamo avuto troppo poco tempo per girare tutta la città, per cui abbiamo individuato alcune mete imperdibili da visitare nei due giorni a nostra disposizione. Ogni tanto qua e là per la via ci siamo anche imbattute in posti meno convenzionali, ma altrettanto interessanti

Isola di Trukhaniv

Insomma, ecco una selezione di dieci posti che consiglierei di vedere a Kiev:

 

1. Khreshchatyk

Nel post precedente su Kiev ho giusto accennato a Khreshchatyk (Хрещатикper dire che attraversa Maidan. In realtà, questa ampia strada lunga 1,2 km si estende da Piazza Europa (Європейська площа) a Piazza Bessarabka e si dà il caso sia una meta turistica gettonata e un punto di riferimento sia per lo shopping sia come centro amministrativo e per il business.

Distrutta durante la Seconda guerra mondiale, venne poi ricostruita in ottemperanza ai dettami dell’architettura stalinista.

Oggi a identificarla ci sono ristoranti, bar, negozi alla moda, i Grandi Magazzini Centrali TsUM (ЦУМ), centri d’arte e musica e sedi amministrative, mentre l’elegante edificio giallo in piazza Bessarabska è l’omonimo mercato coperto (Бесарабский ринок).

 

2. Boulevard Taras Shevchenko

Okay, questo è un altro classico, di nome e di fatto. Taras Shevchenko è considerato un eroe nazionale: poeta, scrittore, artista, figura politica… insomma, avete capito. In particolare, è riconosciuto come il fondatore delle moderne lingua e letteratura ucraine.

Non stupisce quindi che Shevchenko sia una costante ovunque per la via che porta il suo nome (бульвар Тараса Шевченка) – o, se è per quello, per la città.

La prima parte della strada è anche nota come ‘viale dei pioppi’. Proprio all’inizio c’è un piedistallo vuoto su cui un tempo c’era una statua di Lenin. Negli anni la scultura fu più volte oggetto di atti vandalici, finché non venne abbattuta dai manifestanti nel dicembre 2013, durante l’Euromaidan.

Poco dopo la rimozione della scultura, in cima al podio venne brevemente posizionato un wc doratoAttualmente il piedistallo è in parte avvolto da bandiere e coperto di adesivi, mentre la base è dipinta nei colori della bandiera ucraina.

Il wc dorato in cima non c’è più, sostituito da un tridente in ferro che rappresenta lo stemma del paese.

Altri luoghi di interesse lungo la via sono il parco Taras Shevchenko e l’Università Taras Shevchenko, rispettivamente il principale parco e iateneo della città.

Il parco (Парк імені Тараса Шевченка) consiste di prati verdi, vialetti fiancheggiati dalle panchine più comode della storia (che dovete assolutamente provare!) e aiuole colorate di fiori tutt’intorno alla statua in bronzo di… indovinate chi? Facile, Taras Shevchenko.

L’università è nota come Università Statale di Kiev (Київський національний універcитет) e occupa molteplici edifici, ma quella di fronte al parco è la sede più antica e centrale. È difficile non notarla, visto che è di colore rosso acceso con la sola eccezione di capitelli e basi delle colonne in facciata, colorati di nero.

Curiosità: rosso e nero sono i colori dell’Ordine di San Vladimiro, che era il nome antico dell’università.

Ultimo, ma non per importanza: di fronte al parco c’è anche il Museo Nazionale Taras Shevchenko.

 

3. Porta D’Oro

La storia della Porta D’Oro (Золотi воротаva di pari passo con la storia di Kiev e il suo sviluppo urbano. La struttura originale risale al 1037 e faceva parte della fortificazione della città: ne era l’ingresso principale. L’ultimo intervento di ricostruzione risale al tardo Novecento.

La porta si trova al centro di un piccolo parco e la sua struttura, metà in legno e metà in mattoni, crea un certo contrasto con l’area circostante, per lo più costituita da alti palazzoni in cemento.

Peccato che l’aspetto della porta sia interamente arbitrario. Poiché non sono sopravvissute immagini della struttura originale, nessuno sa come fosse davvero. Sono stati presentati diversi progetti per la nuova porta, ma la decisione stessa di ricostruirla è stata parecchio controversa.

 

4. Piazza Kontraktova

Ricordate la Cattedrale di Sant’Andrea, la grande chiesa bianca e verdina con le cupole tipo velluto in cima a Andriivskyi uzviz (Андріївський узвіз)? Bene, dalla chiesa percorrete la via in discesa fino alla fine e vi ritroverete in piazza Kontraktova (Контрактова площа).

Piazza Kontraktova è la piazza più antica di Kiev, nonché uno dei punti più autentici e vivaci che io abbia visto nella capitale ucraina. La sera (quando ci siamo passate mentre cercavamo l’ostello) era piena di giovani che passeggiavano e ascoltavano musica. C’era quella che si definisce ‘atmosfera vibrante’.

Un paio di giorni dopo, quando l’abbiamo attraversata di ritorno da Chernobyl, era vivace e animata, popolata di turisti e gente del posto che ora curiosavano fra le bancarelle di una qualche fiera di strada in corso nella via, ora si rilassavano al sole del tardo pomeriggio.

La piazza deve il nome alla relativa vicinanza al porto fluviale, dove le operazioni commerciali (kontrakty in ucraino) erano all’ordine del giorno.

La concentrazione di luoghi di interesse nella piazza è molto alta. Da un lato ci sono la Chiesa della Dormizione Pyrohoshcha (Церква Успіння Богородиці Пирогощої) e Santa Caterina.

La prima è l’edificio rosino con la cupola cilindrica al centro. È una delle chiese più vecchie di Kiev: la struttura originale risale al XII secolo, benché abbia subito importanti interventi successivi nel corso dei secoli.

La seconda è l’edificio bianco e verde con il piccolo campanile dorato. È un ex monastero greco ortodosso, ma è troppo piccola per emergere in una piazza così grande. Io in realtà trovo più interessante l’edificio accanto, quello bianco e azzurro (che oggi ospita il Direttorato Generale della Banca Nazionale Ucraina).

Altri monumenti degni di nota nella piazza sono la statua equestre di Petro Sagaidachnyi e il monumento al filosofo Hryhorii Scovoroda. In ultimo, ma non per importanza, c’è una fontana simile a un piccolo tempio classico, con una statua lignea di Sansone. Eretta nel XVII secolo, la struttura fu poi eliminata dai bolscevichi negli anni Trenta del Novecento e ricostruita nel 1981. La scultura di Sansone, però, sfuggì alla distruzione, per cui quella che vedete è l’originale – e, sì, è leggermente tamarra, se mi chiedete un parere.

 

5. Porto Fluviale di Kiev

Sarebbe un peccato perderselo, questo. Il porto fluviale di Kiev (Київський річковий порт) è il modo migliore per prendersi una pausa dai giri turistici più tradizionali. Comodamente situato vicino alla fermata della metro Pochtovaya ploshchad, grazie all’edificio imponente eppure elegante in cui ha sede il terminal passeggeri non passa inosservato.

Un lato dell’edificio è affacciato su una strada multicorsie sempre trafficata, ma l’altro è proprio affacciato sul Dnieper ed è adiacente a un ampio spiazzo, ora silenzioso e deserto (la mattina sul presto), ora affollato di turisti e gente del posto (a tutte le altre ore del giorno). Ciò si deve in parte al fatto che in zona ci sono alcuni bar e ristoranti con vista e in gran parte alla vista stessa, alquanto spettacolare.

Scendete le scale che portano alla passeggiata pedonale lungo il fiume e vedrete cosa intendo. Se siete dove c’è la ringhiera in ferro, avrete sulla sinistra la vista della città e il ponte Podilsko-Voskresensky e sulla destra il ponte pedonale Parkovy (abbastanza inconfondibile).

Quanto alla spiaggia sabbiosa coperta di vegetazione di fronte a voi, quella è l’isola di Trukhaniv. A proposito…

 

6. Isola di Trukhaniv

Se il porto fluviale aiuta a spezzare la ‘routine’ dei giri turistici tradizionali, l’isola di Trukhaniv (Труханів острівè il posto perfetto per uscire dalla città senza lasciare la città’. Arrivarci è veramente facilissimo e ci si può passare tutto il tempo che si vuole, qualche ora o un’intera giornata.

All’isola si accede attraversando il ponte pedonale di cui parlavo al punto 5. Il ponte è raggiungibile dall’area verde dietro l’Arco dell’Amicizia delle Nazioni (vedi punto 7). 

Attraversare il ponte è già un’esperienza in sé: il fiume è meraviglioso da lì.

Sull’isola noi abbiamo avuto solo il tempo di fare un giro in spiaggia. In realtà, Trukhaniv è molto più grande e dispone di hotel e cottage, un parco acquatico, campeggi e club sportivi, più qualche altra attrazione qua e là.

Noi eravamo lì abbastanza presto un lunedì mattina e la riva era deserta e silenziosa. Era il giorno perfetto per un giro in spiaggia: sole e caldo, ma con il venticello.

In media, però, l’isola è molto più affollata, soprattutto nel weekend, in estate e, grazie ai suoi locali e ristoranti, la sera.

Trukhaniv è stata a lungo trascurata, ma dal 2013 le autorità cittadine hanno cominciato in modo graduale ma costante a sfruttarne e valorizzarne lo straordinario potenziale.

 

7. Parco Khreshchatyk e Arco dell’Amicizia delle Nazioni

L’Arco dell’Amicizia delle Nazioni è uno di quei monumenti che finiscono nel vostro campo di visione (e nelle vostre foto) piuttosto spesso e quando meno ve l’aspettate.

Se siete al porto fluviale sul lungofiume pedonale (vedi punto 5), è l’arco argentato che spunta dalla fitta vegetazione proprio al di sopra del ponte pedonale.

Se siete in riva al Dniepr sull’isola di Trukhaniv, alzate gli occhi e guardate al di là del fiume e… eccolo, sempre lì, con il suo inconfondibile profilo.

l’Arco dell’Amicizia delle Nazioni si trova nel cuore del Parco Khreshchatyk, la cui posizione esatta può essere descritta in almeno due modi:
1. un po’ più avanti rispetto al porto fluviale, sulla collina affacciata sul Dnepr;
2. alla fine di via Kreshchatyk e oltre Piazza Europa. 

Il monumento è e sembra un gigantesco arcobaleno in acciaio. Come la Porta D’Oro (vedi punto 3), è stato inaugurato nel 1982 per celebrare il 1500° anniversario della città, l’unificazione di Russia e Ucraina nel 1653 e il 60° anniversario dell’URSS.

Benché l’arco sia l’elemento più caratteristico, il complesso include anche due complessi scultorei.

Uno è una statua monumentale in bronzo che rappresenta due soldati, uno russo e uno ucraino. Insieme, i due tengono in mano l’Ordine dell’Amicizia dei Popoli, onorificenza sovietica conferita a chi ottenesse successi particolarmente degni di nota.

Fra l’altro, l’iscrizione alla base del monumento è ormai a malapena leggibile, parzialmente coperta dai colori della bandiera ucraina e dalle parole ‘Gloria all’Ucraina’ (Слава Украïнi).

L’altro elemento è una scultura in granito (altrettanto monumentale) che raffigura le parti coinvolte nella firma del Trattato di Perejaslav del 1654.

Oh, quasi dimenticavo: la vista del fiume dal lassù è meravigliosa!

 

8. Via Mykhailo Hrushevskyi e Parco della Gloria Eterna

Via Hrushevskyi (вулиця Михайла Грушевськогоè una lunga, ampia via nel centro di Kiev, che si estende da Piazza Europa alla fermata della metropolitana Arsenalna.

Se vi trovate a Kiev, è facile che andiate a fare un giro anche là. La strada ospita diversi edifici di importanza storica, istituzionale e culturale. Ciò probabilmente rallenterà la vostra passeggiata, poiché implicherà numerose soste a intervalli quasi regolari, ma sempre per ragioni più che valide.

Punti (ed edifici) di interesse includono:
– il colonnato all’ingresso dello stadio di calcio della Dinamo Kiev;
– il Museo Nazionale d’Arte dell’Ucraina (Національний Художній Музей України);
– il palazzo del Governo, sede amministrativa del Gabinetto dei Ministri (Кабінет Міністрів України);
– la Verchovna Rada, il Parlamento ucraino (Верховна Рада)
– Palazzo Mariinskij (Маріїнський палац), sede di rappresentanza ufficiale del presidente;
– Parco Mariinskij (Маріїнський парк);
edifici in stile modernista simili a ‘bolle’ architettoniche in cui il tempo sembra essersi fermato da tempo, fra cui l’Hotel Salute (Салют) e l’Hotel Kiev (Куïв).

Palazzo Mariinskij (sinistra) e Parco Mariinskij (destra)

Palazzo del Governo

A un certo punto via Hrushevskyi diventa via Ivan Mazepa. Proseguite dritto finché non vi trovate all’ingresso del Parco della Gloria Eterna (Парк Вічної Слави), segnalato da bandiere ucraine e dall’iscrizione ‘1941 – 1945’.

Il parco è effettivamente un enorme complesso commemorativo che sorge sul pendio di una collina affacciata sul Dnepr. Costruito con l’intento di commemorare i soldati caduti nella Seconda guerra mondiale, il parco coglie decisamente nel segno.

Il vialetto principale porta al Monumento della Gloria, alto obelisco ai cui piedi si trovano la tomba del Milite Ignoto e la fiamma eterna. 

La vista dall’obelisco è parecchio spettacolare, soprattutto se è una bella giornata. Per quando ci siamo arrivate noi, il cielo si era tutto rannuvolato e la calura e l’umidità di fine estate mostravano in lontananza una Kiev quasi post-industriale avvolta nella foschia.

Vista dal Parco della Gloria Eterna

Passate oltre l’obelisco e seguite il vialetto in discesa. Vi porterà a quello che è il vero cuore pulsante del parco: il Museo Nazionale ‘Memoriale alle vittime dell’Holodomor’. Inaugurato nel 2008 per iniziativa dell’allora presidente Yushchenko, il complesso ricorda i milioni di vittime della carestia che colpì l’Ucraina fra l’inverno del 1932 e la primavera del 1933. La carestia viene dai più considerata come genocidio causato dal regime sovietico di Stalin. 

Il museo è caratterizzato da una torre a forma di candela, la Candela della Memoria. La visita è parecchio intensa, soprattutto per via dei video che raccontano la storia di quei mesi dolorosi e infiniti. Alcuni tomi riportano i nomi (di alcune) delle vittime identificate. Sono esposti anche mezzi e strumenti agricoli, insieme a oggetti della vita quotidiana di allora. 

Su un lato della torre a candela c’è una piazza con un monumento, ‘L’Amaro Ricordo dell’Infanzia’. La statua al centro, che raffigura una bambina con gli occhi neri incavati, è la (scheletrica) incarnazione della tragedia: la dolorosa rassegnazione del suo sguardo vi rimarrà abbastanza negli occhi.

Una delle citazioni della Strada delle Lastre Nere: ‘Non dimenticatevi mai che l’Ucraina deve essere nostra e che sarà nostra solo quando sarà sovietica.’ (V. Lenin)

Sul lato opposto del museo, lungo il vialetto sulla collina, c’è una lunga fila di pietre nere. Quella è la Strada delle Lastre Nere, in cui appunto, su ampie lastre nere sono elencati i nomi di paesi e villaggi colpiti dalla carestia (circa 14.000). Altre pietre incassate nel terreno riportano invece citazioni di leader bolscevichi che spiegano come affrontare e risolvere ‘la questione ucraina’ (ovvero soffocando qualsiasi moto indipendentista). 

Ovunque il simbolismo è palpabile e a tratti inquietante.

Il Parco della Gloria Eterna è adiacente alla Lavra, che abbiamo infatti raggiunto subito dopo aver lasciato il parco. Ritengo, tuttavia, di aver già parlato a sufficienza della Lavra nel post sulle chiese di Kiev, per cui eviterò accuratamente di dilungarmi ancora sull’argomento.

 

9. Monumento ai Fondatori di Kiev

Come ho detto nel post dedicato, una volta uscite dalla Lavra ci siamo trovate vicino al fiume.

Ora, da lì seguite il vialetto pedonale che costeggia la strada principale (Naberezhne Hwy), finché non vedrete il monumento dall’altra parte della strada. Poco avanti c’è un sottopasso (attraversare direttamente la strada non è una buona idea, perché le auto vanno abbastanza veloce lì).

Il monumento colpisce abbastanza, anche grazie alla posizione scenografica su una piattaforma affacciata sul fiume e davanti a un’aiuola di fiori colorata. Il complesso scultoreo risale al 1982 e sorge al centro del parco Navodnickij. Raffigura una barca con i quattro leggendari fondatori della Kiev medievale: i tre fratelli (Kyi, Schek e Khoriv) sono in piedi al centro della barca, mentre la loro sorella (Lybid) è in piedi a braccia aperte sulla prua.

Curiosità: a inizio 2010 il monumento non riuscì a sopportare il gelo e una porzione di barca (e due fratelli) crollò. Emerse poi che l’incidente era stato (in parte?) causato da difetti strutturali in fase di costruzione. Il complesso venne riaperto tre mesi dopo.

 

10. Monumento alla Madre Patria e Museo della Storia dell’Ucraina nella Seconda Guerra Mondiale

Abbiamo intravisto la statua della Madre Patria (Батьківщина-Матиalmeno due volte ancor prima di visitare il sito del monumento (ultimo punto nel nostro elenco di cose da vedere a Kiev).

La prima volta l’abbiamo vista da lontano dalla Lavra. Eravamo al punto in cui era (ancora) piacevole vagare per il complesso e non immaginavamo ci saremmo perse e avremmo faticato a uscire.

La seconda volta eravamo al Monumento ai Fondatori di Kiev sul fiume (vedi punto 9), quando abbiamo visto un pezzo di statua spuntare dagli alberi sulla collina.

Non c’è due senza tre, dicono, e infatti la terza volta siamo riuscite a vedere la scultura per intero.

Il monumento è alto 62 metri e sorge in cima al Museo della Grande Guerra Patriottica o, come di recente è stato rinominato, Museo della Storia dell’Ucraina nella Seconda Guerra Mondiale*. Raffigura una guerriera con le braccia alzate, una spada nella mano destra e uno scudo con lo stemma sovietico (falce e martello) nella sinistra.

Se la spada vi sembra sproporzionata rispetto alle dimensioni complessive della statua, è perché la punta è stata letteralmente tranciata, così che non superasse in altezza la Lavra. Il monumento intimidisce abbastanza, anche se forse questo aneddoto lo rende obiettivamente un filo meno solenne.

La statua, il museo e l’intero sito sono dedicati alla vittoria sovietica sulla Germania nazista e onorano i soldati che hanno combattuto in difesa di Kiev. va da sé che il design del complesso segue fedelmente gli standard dell’architettura brutalista sovietica.

Il sito venne inaugurato nel 1981 ed è enorme. Non a caso, è uno dei più grandi del paese. A parte il museo in sé, c’è anche un’estesa collezione a cielo aperto. Di questa fanno parte armamenti militari e carri armati, complessi scultorei, il memoriale al coperto (in cui sono elencati i nomi di chi è stato onorato in guerra) e la Fiamma della Gloria, enorme vasca in cui brucia la fiamma eterna.

* Come ho accennato nel secondo post su Mosca, la dicitura ‘Grande Guerra Patriottica’ identifica il conflitto tra forze tedesche e sovietiche, scoppiato dopo che la Germania ha invaso l’Unione Sovietica. Il museo di Kiev ha cambiato nome nel 2015, quando il Parlamento ucraino ha reso illegale l’etichetta ‘Grande Guerra Patriottica’. Ciononostante, la vecchia denominazione è ancora ampiamente utilizzata.

 

‘Fine’

Con la visita al sito del museo -e un inevitabile, (anche troppo) generoso acquazzone- è giunto il momento di lasciare Kiev. È stata una visita intensa, sia a livello di giri turistici in città sia ‘grazie’ alla giornata nella Zona di Esclusione, ma è stata super interessante e veramente memorabile.

E Kiev era solo l’inizio, Tutti pronti per i prossimi post ‘ucraini’, rispettivamente dedicati a Odessa, Lviv e Uzhhorod!

Porto fluviale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

venti + quattordici =