Ucraina 2017 (6/10). Kiev, parte II: raccontami di Maidan

Il primo giorno a Kiev, dopo aver visitato Sant’Andrea, San Michele e Santa Sofia, abbiamo pensato di prenderci una pausa dalla Kiev delle chiese.

Era ora di andare a vedere Piazza Maidan, la piazza principale della città. Dopotutto, ci pensavamo da quando eravamo uscite dall’ostello quella mattina.

Colonna dell’Independenza

Studiare Interpretazione con il russo fra il 2013 e il 2014 ha significato (anche) seguire da vicino gli sviluppi della situazione in Ucraina, da quando l’allora presidente Janukovych ha rifiutato di firmare l’Accordo di associazione con l’UE (previsto il 28 novembre 2013), scatenando così il fenomeno noto come ‘Euromaidan’, fino al giorno in cui molti giornali e canali TV hanno ritenuto che si potesse smettere di parlare della guerra, come se non stesse succedendo più niente e bastasse un trafiletto nell’angolo della pagina a raccontare le ultime sull’argomento.

E questo spiega almeno in parte perché Maidan non poteva non essere la nostra meta prima di riferimento a Kiev.

Se arrivate a Maidan da via Mala Zhytomyrska (Мала Житомирська вулиця) o via Sofiivska (Софіївська вулиця), vedrete che la strada scende man mano che vi avvicinate alla piazza e che quest’ultima vi si apre davanti come un anfiteatro.

Colonna dell’Independenza (sinistra) e Porta Lach (destra)

Anche se tecnicamente il nome completo è Piazza Indipendenza (Майдан Незалежності), la piazza è per lo più nota come Maidan, parola ucraina che significa, appunto,‘piazza’. Il che fa di Maidan ‘La Piazza’ per eccellenza.

Maidan è anche immensa, così grande che si fatica ad abbracciarla tutta con lo sguardo. Ci vuole un attimo per visualizzare tutte le parti che compongono la piazza: chioschi e negozi, le scale che portano giù alla fermata della metropolitana e al centro commerciale Globus, fontane (alcune delle quali suonano), l’ufficio postale centrale e, con esso, altri imponenti, eleganti edifici tutt’intorno.

Ultimo, ma non per importanza, c’è anche il monumento noto come Porta Lach (o Lyadsky) (Лядські ворота). L’arco giallo venne collocato nella piazza nel 2001 per commemorare una delle porte cittadine di epoca medievale. La porta è sormontata da una statua dell’arcangelo Michele, il quale si dà il caso sia anche uno dei simboli della città.

Via Khreshchatyk (Хрещатик), una delle strade principali di Kiev, attraversa Maidan quasi nel mezzo, ma c’è ancora un ‘pezzo’ di piazza dall’altra parte della via. Anzi, è là che batte il vero e proprio cuore di Maidan. Quel lato è dominato dal monumento dell’Indipendenza, altissima colonna sormontata da una statua di Berehynia, divinità slava assimilabile a Madre Terra.

Monumento ai fondatori di Kiev (sinistra) e Berehynia (destra)

La zona intorno al monumento è rimasta occupata dai dimostranti tra la fine del 2013 e i primi mesi del 2014. È da lì che sono partite le principali manifestazioni contro Janukovych e il governo.

Vicino alla colonna c’è il monumento ai fondatori di Kiev, anch’esso una fontana, mentre l’edificio che ‘incombe’ sul lato in fondo alla piazza è l’Hotel Ukraina (Готель Україна), uno degli edifici da cui i cecchini sparavano ai manifestanti.

Se siete in piedi davanti alla colonna e avete la porta gialla dietro di voi, sul lato sinistro di Maidan vedrete una strada in salita. Prima nota come Institutska, la via è adesso chiamata Nebesnaya Sotnya (Небесна сотня), letteralmente via dei ‘Cento eroi del cielo’.

Nebesnaya Sotnya

Nebesnaya Sotnya

L’ordine omonimo (Орден Героїв Небесної Сотні) venne fondato nel 2014 per difendere la democrazia, libertà e indipendenza dell’Ucraina durante l’Euromaidan (come era chiamato l’insieme delle proteste in Ucraina).

Il nome dell’ordine è un chiaro riferimento al numero degli attivisti uccisi durante le manifestazioni dell’Euromaidan.

Anzi, le lapidi delle vittime sono allineate lungo il marciapiede della via e, insieme ai pannelli esplicativi posti qua e là nella piazza, contribuiscono a spiegare cosa è realmente successo e rappresentano un vivido promemoria delle implicazioni dei drammatici eventi che vi si sono svolti.

Palazzo dei Sindacati

Non che uno se lo possa dimenticare. Prendete il Palazzo dei Sindacati, il grande edificio che fa angolo con Khreschatyk sul lato sinistro della piazza. Durante l’Euromaidan il palazzo divenne il quartier generale dei manifestanti. Nel febbraio 2014, al culmine delle proteste, venne dato fuoco all’edificio. Da quando è iniziata la ristrutturazione (tuttora in corso), le pareti sono interamente coperte da un telone enorme, su cui è raffigurata una catena gigante ed è riportato lo slogan: ‘Our Freedom Is Our Religion – Свобода це наша релiгiя (‘La nostra libertà è la nostra religione’).

Nel complesso, gli eventi dell’Euromaidan sono ancora troppo recenti perché la stessa piazza e i dintorni non ne portino ancora i segni.

Barricate in Nebesnaya Sotnya

Ci sono gli ‘avanzi’ delle barricate in via Heroyiv Nebesnoyi Sotni, per cui fa effetto vedere i turisti farsi le selfie davanti alla scritta-monumento ‘I <3 Kyiv’ e, poco lontano, tracce del campo di battaglia. Viene da chiedersi se sia un caso che le barricate non siano state del tutto smantellate o in effetti le abbiano lasciate lì perché in fondo ‘non si sa mai’.

L’area coperta alla base della colonna dell’Indipendenza è carica di poster, slogan, fiori e decorazioni che in parte celebrano la democrazia e in parte ricordano il cantante, scrittore e presentatore ucraino Andrij ‘Kuzma’ Kuzmenko. Morto in un incidente stradale il 2 febbraio 2015, l’anno prima Kuzmenko criticò aspramente il governo ucraino e registrò anche una canzone sugli eventi di Maidan.

‘Per la democrazia’

Disegnata in giallo e blu sul terreno, proprio accanto alla colonna, c’è anche il profilo della mappa dell’Ucraina. Si distingue appena dall’alto, ormai sbiadito dal tempo e dalla folla di persone che lì ci ha camminato, marciato e combattuto – ma c’è.

E nella via dei Cento eroi del cielo c’è anche un altro monumento, anche quello eretto in memoria delle vittime di Maidan. E per terra, ancora, intorno alla base degli alberi ci sono i colori della bandiera ucraina.

Profilo della mappa dell’Ucraina

La storia dimostra che gli eventi dell’Euromaidan hanno avuto conseguenze, nel breve e nel lungo termine. Di queste, due sono le più significative, nonché quelle di più vasta portata: l’annessione della Crimea da parte della Federazione Russa e la guerra in Ucraina orientale.

Qui sul blog non mi soffermerò su nessuna delle due: ci sarebbe troppo da dire e i link qui sopra spiegano gli eventi nel dettaglio molto meglio di come farei io.

Mi concedo invece un’osservazione finale per dire quanto sia stata intensa l’‘esperienza Maidan’. Maidan è il luogo in cui gli echi dell’inverno 2013-2014 risuonano ancora forte e chiaro e i ‘resti’ di quel che è stato raccontano la propria storia. Il che dimostra anche come in molti casi toccare qualcosa con mano consente di vedere quel qualcosa sotto una luce nuova e infinitamente più consapevole.

Per gli altri luoghi di Kiev da non perdere, riprendiamo il discorso nel prossimo post sulla capitale ucraina. A breve!

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