Norvegia 2016 (6/9). Il mio pellegrinaggio lungo il fiordo

Premessa

Scrivo questo post dopo che gli eventi descritti hanno effettivamente avuto luogo, che da una parte non è il massimo, perché quello che scrivo può risultare un po’ meno immediato rispetto a quanto sarebbe se scrivessi in tempo reale. Dall’altra, però, scrivere di qualcosa di bello dopo che lo si è visto aiuta a prendere un minimo le distanze, soprattutto se è qualcosa che ti ha lasciato particolarmente estasiato e senza parole.

Devo dire che stavolta è un bene che io non scriva del Trondheimsfjord (il fiordo di Trondheim) in tempo reale. È già abbastanza impegnativo descriverlo a posteriori e scrivere frasi circa obiettive o comunque non troppo entusiastiche.

Il punto è che il Trondheimsfjord mi ha effettivamente lasciato estasiata e senza parole.

Trondheim, Ladestien

 

Il fiordo

Dopo aver girato senza sosta le strade di Trondheim per un giorno intero, non vedevo l’ora di lasciare la città e perdermi nella natura. E mi ci sono decisamente persa, per una volta, fra l’altro, solo per modo di dire, visto che sono riuscita a seguire alla lettera il sentiero che avevo pianificato sulla mappa la sera prima.

Ho pensato che il modo migliore di raggiungere Ladestien, il percorso del fiordo, fosse seguire il percorso del pellegrinaggio già dall’ostello. Così, sarei riuscita ad arrivare fino alla penisola di Væresholmen, mia meta ideale. Ok no, la mia meta ideale inizialmente era Hell, una cittadina che si trova circa 26 km a est di Trondheim. Il fatto è che non volevo prendere nessun mezzo pubblico, bensì camminare sia all’andata sia al ritorno e, in più, fare un’escursione in montagna il giorno dopo, quindi dovevo riuscire a non essere esageratamente distrutta la sera. Væresholmen era lontana al punto giusto.

Trondheim, Ladestien

Ho lasciato l’ostello la mattina presto e sono arrivata fino al Ringve, il museo della musica. Lì ho attraversato i giardini del museo e poi ho seguito la strada principale, fino a che non ho capito che dovevo tagliare attraverso un quartiere residenziale da cui si arrivava sulla costa. All’inizio, quando ho visto l’acqua, non credevo di essere già arrivata, ma invece sì, c’ero davvero.

Trondheim, Ladestien

Era di una bellezza che non si spiega. L’orizzonte era ampio e spazioso, l’acqua era talmente calma da sembrare ferma e il cielo era denso di nuvole. Ogni elemento del paesaggio aveva il suo colore, ma il verde degli alberi, il grigio del cielo e il blu dell’acqua avevano talmente tante sfumature diverse che non saprei da dove cominciare per elencarle.

Trondheim, Ladestien

Un ampio tratto di costa del fiordo è coperto da boschi, che in parte spiega anche perché è difficile perdersi: uno e uno solo è il sentiero principale che si può seguire. Finché seguite il sentiero, non potete sbagliare.

Dopo parecchi minuti di contemplazione del paesaggio, ho pensato che dovevo darmi una mossa, se volevo sfruttare al meglio il tempo che avevo a disposizione. Non solo non sapevo quanto effettivamente distasse Væresholmen, ma il cielo era già tutto coperto e già ogni tanto pioveva. Ho deciso che avrei camminato senza pausa fino a Væresholmen e, se volevo fare fermate intermedie, le avrei fatte mentre tornavo a Trondheim.

Trondheim, Ladestien

Ci ho messo circa due ore e mezza ad arrivare alla penisola. Lungo il percorso, mi sono passate davanti agli occhi le più varie immagini di paesaggio. Prima, boschi. Poi, una radura con le spighe che si piegavano come onde mosse dal vento e, poco più in là, una specie di fontana-scultura che ogni tanto emetteva suoni un po’ sinistri.

Trondheim, Ladestien

Poi, di nuovo boschi fino alla spiaggia, che è dove mi sono quasi persa perché non trovavo più il sentiero. Poco avanti, ho intravisto una targhetta di legno che pendeva da un ramo e aveva su il logo del pellegrinaggio: eccolooo!

Trondheim, Ladestien

E di nuovo è ricominciata la sequenza di immagini, mentre il cielo diventava ancora più scuro, tanto le nuvole erano fitte e dense. Prima ho costeggiato una zona in cui la riva era piena di alghe e arbusti, poi ho attraversato un camposanto con la chiesa, poi un quartiere residenziale nuovo di zecca che sembrava quasi disabitato, non fosse stato per qualche finestra e tenda aperte. Poi, boschi.

Trondheim, Ladestien

Solo una cosa è rimasta uguale durante tutto il percorso: i binari della ferrovia che corrono lungo il fiordo come linee nere che attraversano il verde senza fine apparente.

Proprio quando ero praticamente arrivata alla penisola (secondo la mappa), ha cominciato a diluviare. Ho provato a ripararmi sotto un albero. Inutile. Ero lì in piedi in questa specie di parcheggio circondato da alberi e non c’erano sentieri. E ora??

Trondheim, Ladestien

All’inizio ho corso un po’ lì intorno, che sembravo anche un po’ scema, ma poi a furia di correre il sentiero l’ho trovato. Ha! L’ho raggiunto di corsa e ho visto che era in discesa e portava… alla penisola. Eccola lì. Sììì.

Trondheim, Væresholmen

Ho fatto la discesa sotto la pioggia battente e mi sono riparata sotto la tettoia della cabina adibita a bagno pubblico. Grazie. Pioveva ancora tanto. Mi son messa giù ad asciugare un po’ la felpa e la giacca, prendere del cioccolato dallo zaino e quando mi sono rialzata… ero senza parole.

Trondheim, Ladestien

Non solo aveva smesso di piovere, ma il cielo si stava aprendo e aveva trasformato l’acqua in una coperta iridescente. Ho fatto una corsa lungo la penisola, dove ho trovato una coppia di norvegesi che mi hanno offerto (di nuovo) del cioccolato. Abbiamo chiacchierato un po’, fatto una foto insieme e poi ci siamo salutati. Io sono rimasta lì ancora un po’ a guardare il paesaggio.

Trondheim, Væresholmen

Mentre tornavo verso Trondheim, ho fatto una deviazione quando ho visto un cartello che indicava un caffè, ‘Pinnsvin Crossing’. Ho poi capito che il caffè era in realtà la casa di una coppia, lui norvegese, lei californiana trasferitasi tempo prima in Norvegia per stare con il marito. I due aprono la loro casa a viaggiatori ed escursionisti che passano di lì, offrendo loro caffè e gelato. Mi ha spiegato la moglie che l’edificio accanto alla casa era un granaio, che loro hanno trasformato in negozio vintage in cui vendono di tutto. Fantastici, loro e il posto in cui vivono.

Trondheim, Ladestien

Trondheim, Ladestien

Dopo una piacevolissima chiacchierata, ho trovato la forza di alzarmi e tornare sul sentiero. A un certo punto devo aver sbagliato a seguire il percorso, perché mi sono ritrovata lungo un sentiero che non avevo fatto all’andata. Ma mi è andata bene, perché così sono riuscita a passare dalla spiaggia di Korsvika e ad arrivare proprio all’inizio del percorso di Ladestien.

Trondheim, Korsvika

Trondheim, Korsvika

Proprio fuori Trondheim sono anche passata accanto al gigantesco megafono donato alla città dall’Università di Scienza e Tecnologia. Ho poi attraversato i quartieri di Svartlamoen e Lademoen senza avere la più pallida idea di dove fossi e senza preoccuparmi minimamente della cosa.

Trondheim

Poi, all’improvviso, ero di nuovo in città: mi sono trovata davanti il Nidelva proprio vicino al Solsiden, e lì mi sono seduta un attimo. Ero veramente distrutta, ma ce l’avevo fatta. Era una tale sensazione talmente esaltante che non credo riuscirei a spiegare a parole.

 

Epilogo

Posso dire senza dubbio che il sentiero di Ladestien è uno dei più belli che abbia mai percorso. Fra l’altro, ci sono andata di domenica, quindi ho incontrato un sacco di gente del posto: famiglie con bambini, passeggiatori e ciclisti solitari e coppie di tutte le età che passeggiavano per mano. I norvegesi amano stare in mezzo alla natura nel tempo libero, e come puoi biasimarli.

Trondheim, Ladestien

Solo la sera, comodamente spalmata sul letto in ostello, mi sono resa conto della quantità incalcolabile di foto che avevo fatto in un giorno. Eppure, non ho potuto farne a meno. L’ho detto, no, che il paesaggio cambiava continuamente. E cambiava davvero: non c’è una sola foto che sia identica a un’altra.

Trondheim, Ladestien

Oh Trondheim.

Questo post è apparso sul sito Life in Norway il 2 giugno 2017. Cliccate qui per dare un’occhiata!

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