Lituania 2016 (5/10). Il Castello di Trakai e ancora Vilnius

La mattina dell’ultimo giorno a Vilnius siamo andate al Castello di Trakai. Il castello è una meta turistica gettonatissima e si può raggiungere facilmente in bus.

D’altra parte, se non siete amanti dei luoghi troppo affollati e/o troppo turistici, popolati da orde di visitatori che si spostano in gruppi di trenta e sono sempre fra i piedi, assicuratevi di A) non andare a Trakai nel weekend e B) arrivarci abbastanza presto da evitare la folla.

Castello di Trakai

Noi infatti siamo andate a Trakai nel weekend e siamo arrivate dopo le undici. Esatto. Non ci eravamo rese conto che fosse già sabato, siamo partite dall’ostello più tardi del previsto e abbiamo perso il bus che volevamo prendere, quindi siamo arrivate tardi. Il risultato? Le suddette orde di visitatori che si spostano in gruppi di trenta.

Siamo riuscite ad arrivare in biglietteria dopo aver fatto lo slalom fra bancarelle di souvenir, chioschetti e venditori ambulanti. A visitare gli interni non ci abbiamo messo molto. Il castello ospita un museo storico, quindi espone soprattutto oggetti storici, tipo armature, costumi, oggetti di vita quotidiana, monete e così via. Non era esattamente il nostro genere di museo, così abbiamo preferito girare soprattutto gli esterni e i dintorni.

Castello di Trakai

Il castello è bellissimo e tenuto incredibilmente bene, benché l’aspetto attuale sia il risultato di un restauro degli anni Cinquanta del secolo scorso. Il fatto che sia stato costruito su un’isola in mezzo al lago Galve lo rende ancor più pittoresco.

Ma quello che mi è piaciuto di più è la riva del lago sul retro dell’edificio. Lì ci sono molta meno gente e molto più silenzio, eppure la vista è altrettanto spettacolare. Quando eravamo là noi il cielo era coperto e pioveva un po’. Il genere di cielo che fa sembrare il cielo bianco e l’acqua quasi nera. Il genere di contrasto che mi piace da impazzire.

Vilnius

Io e la mia socia siamo tornate alla fermata del bus dopo aver (ri)fatto lo slalom fra bancarelle di souvenir, chioschetti e, per cambiare un po’, neospose impegnate in servizi fotografici in riva al lago.

Vilnius, Arkikatedra

Il resto del pomeriggio lo abbiamo passato facendo una delle cose che io amo di più in assoluto, ovvero camminare senza meta in giro per il centro di Vilnius. Inclusi il Parlamento (il Memoriale del ‘gennaio di sangue’ accanto all’edificio è da vedere assolutamente) e la Cattedrale avvolta dalla luce del tramonto.

Vilnius, Parlamento

Tornare in città dopo essere state a Trakai è stato un po’ come tornare in un luogo familiare, che a pensarci è buffo, visto che eravamo a Vilnius da sessanta ore o poco più. O forse non è affatto buffo; è normale che succeda quando si va da un luogo completamente sconosciuto a un luogo che si è girato incessantemente per le 48 ore precedenti.

Vilnius, Parlamento

Potrei scrivere molto di più sull’argomento, ma al momento mi sento solo di dire che Boom Burgers è un posto consigliatissimo per chi vuole mangiare bene a Vilnius, nonché il posto ideale in cui passare un paio d’ore la sera prima di lasciare la capitale.

È ora di andare verso ovest e vedere un po’ di Curlandia.

PS. Vi ricordate forse il graffito ‘Putin + Trump = <3’ che avevo fotografato? Questo, per intenderci. Ecco, due giorni dopo l’abbiamo trovato come lo vedete nella foto qui sotto. Che dire? La verità ti fa male lo so.

Vilnius

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