Brno 2017 (12/n). Early spring around springy Přehrada

24 Mar 2017. Okay, I’ve no idea what I’m doing here. Seriously. I’ve had this kind of sort of blog for a few months now, but I haven’t got any better at ‘playing’ with plugins and extensions and the like. Which I am totally and completely fine with, as long as I can handle the basics.

This time, unlike with all my previous posts, I’ll be brief. On one of my latest days off work I went back to the reservoir. The air was springy, and so was nature. I had this plan of walking all the way around the lake, and also go see Veveři Castle, which we hadn’t managed to when we’d been there in January. But then, we were too focused on the frozen lake back then to care about the castle.

Second time was a charm, though. I did walk/hike all the way around the lake, and I got to see the castle as well. Usually I’d recount the events as they unfolded. Like, I could tell you how I turned left when I arrived at the anchor monument by the lake, and walked all the way down the non-existent lake shore on my way to the castle.

I could tell you how no one was around but for the occasional fisherman, and it felt so blissful to be there entirely on my own. I could also tell you how at some point I literally got lost in the woods because there was no path whatsoever and I had no idea where to go, but thankfully the actual car road was fairly close, so I managed to reach it and, as I stepped onto it, I glimpsed the tip of the roof of one of the castle towers, and I knew I’d got there.

Then I could tell you how the opposite side of the lake has the most picturesque trail all the way back to the anchor monument, what with its amazingly springy colours (springy being a key word here) and the air getting warmer by the minute.

And then I could make one final remark, and say how stunning it was to see the colours change as the hours went by, how the landscape still looked all wintery and greyish when I got there in the morning, and then, slowly, it brightened up, warmed up by the springy sun, and turned into a painting sprayed with golden light.

I could tell you all of the above, but I won’t. Okay, fine, I just kind of did, but I was objectively brief. That’s because this time I’ve chosen a different pattern. I thought that, for a change, I’d cut the words and leave it to the photos. Because sometimes it’s better to just shut up and silently stare ahead.


Brno 2017 (12/n). Přehrada di inizio primavera

24 mar 2017. Okay, non so se sto facendo giusto. Davvero. Ho questa cosa tipo blog da qualche mese, ma non è che sono migliorata a ‘giocare’ con i plugin e le estensioni e il resto. E la cosa mi sta benissimo, almeno finché riesco a gestire le cose basilari.

Stavolta, sarò breve come non lo sono mai stata. Poco tempo fa, in uno degli ultimi giorni liberi che ho avuto, sono tornata al lago. C’era aria di primavera, e si vedeva. Il mio piano era fare tutto il giro intorno al lago e anche andare a vedere il castello di Veveři, che non eravamo riusciti a vedere quando di eravamo andati a gennaio. Ma tant’è, allora eravamo troppo concentrati sul lago ghiacciato per preoccuparci del castello.

La seconda volta, però, ha funzionato. Ho fatto il giro del lago e ho visto il castello. Normalmente racconterei la giornata così come l’ho passata. Tipo, potrei cominciare col dire che, quando sono arrivata al monumento dell’ancora, ho tenuto la sinistra e ho seguito il sentiero e la riva (entrambi totalmente inesistenti) fino al castello.

Potrei raccontare che non c’era nessuno intorno al lago, se non qualche pescatore qua e là, e che era bellissimo essere lì completamente sola. Oppure potrei raccontare di come a un certo punto mi sono letteralmente persa nel bosco, perché non c’era il sentiero e non avevo idea di dove andare. Per fortuna la strada dove passavano le macchine non era lontana, quindi sono riuscita ad andare là e, appena ho messo piede sull’asfalto, ho visto la punta di una delle torri del castello e ho capito che ero quasi arrivata.

Poi potrei anche dire che il sentiero sul lato opposto del lago offre una vista spettacolare e che il paesaggio resta così fino a che non si arriva di nuovo al monumento dell’ancora. I colori erano quelli della primavera, l’aria tiepida, a volte quasi calda.

Potrei chiudere dicendo che è stato bellissimo vedere i colori cambiare così tanto nel giro di poche ore. La mattina, quando sono arrivata, il lago aveva ancora un aspetto così invernale, tutto un po’ grigio, e poi è andato schiarendosi sempre di più, scaldato e illuminato dal sole, fino a diventare un quadro spruzzato di vernice dorata.

Potrei dire tutte queste cose, ma non lo farò. Cioè, sì, un po’ l’ho fatto, ma non mi sono dilungata troppo. Il motivo è che stavolta ho deciso di fare diversamente dal solito. Ho pensato che avrei scritto meno e lasciato più spazio alle foto. Perché a volte è meglio tacere e guardare in silenzio.

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