Lithuania 2016 (3/10). Vilnius in a nutshell

[Italian version below]

After roughly twelve hours of walking Vilnius streets from side to side (from Gediminas Tower to Pylimo gatve, to give an idea) I felt I could say for sure: Vilnius city centre was lovely.

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We left our hostel this morning under the greyest of skies and returned in the evening under a starry sky. In between:

the ascent to Gediminas Tower (an actual hill in the heart of the town, how cool is that? It reminded me of Calton Hill in Edinburgh, even though that’s a wholly different type of hill) and the Three Crosses (what a view),

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arty Užupis (a neighbourhood, also located in the old town, that functions as an independent, self-proclaimed Republic with street signs, a coat of arms and a 41-article Constitution engraved in several languages on steel plaques in Paupio gatve),

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Pilies gatve with its countless amber shops and stalls, traditional restaurants, churches (a lot of churches) and tiny side alleys that demand the occasional stroll off the main road.

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The walk down Pylimo gatve took us to the railway and bus stations, and no sooner had we got to a bus stop in the area than we found ourselves on a bus that should take us somewhere near the television tower. We were particularly keen to go and see the tower, as it’s a symbol of the fight of the Lithuanian people against the Soviet regime. It was there that the Soviet army showed up with tanks to stop the people gathered to protest against the Soviet regime in January 1991.

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The ground floor includes a small exhibition of photos from those days and wooden crosses that commemorate the 14 Lithuanian victims of the Soviet offensive. The tower is 326 metres high. The lift takes you to the restaurant on the 19th floor, where you can enjoy a 360-degree view of Vilnius and its surroundings.

The restaurant looked a tad flashy with its plushy leather sofas and the spinning platform, but appeared to be very popular with visitors and tourists (the only empty tables had a ‘Reserved’ sign on them), and the food looked and smelled yummy. We didn’t have dinner, but then, you can either sit at a table or just wander about and look at the view. We were lucky with the weather. I mean, very lucky.

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The sky was clear, the air clean and the colours bright and sharp. It was probably one of the most amazing views from above I’ve ever experienced. The main colours were the grey-white of the buildings (in the outskirts of the city almost all the buildings do seem to have been built in the same colour, as if on purpose) and the green of the parks and woods that seem to be everywhere in the area. The late afternoon sun warmed up the colours and softened the corners of the buildings, while projecting the long, thin shadow of the tower against the velvety green of the trees. What a view.

Not bad for a first day.

 


 

Lituania 2016 (3/10). Vilnius in breve

Dopo circa dodici ore in giro a piedi da un capo all’altro di Vilnius (dalla torre Gediminas a Pylimo gatve, per dare un’idea), la mia conclusione è stata: il centro di Vilnius è veramente bello.

Siamo uscite stamattina che il cielo era di un grigio tetro e cupo e siamo tornate la sera camminando sotto le stelle. In mezzo:

siamo salite sulla collina della torre Gediminas (una collina in pieno centro, che figata. Mi ha ricordato Calton Hill a Edimburgo, anche se quello è un altro genere di collina completamente diverso) e siamo andate alle Tre Croci (panorama spettacolare),

abbiamo visitato il quartiere artistico di Užupis, che si trova nella città vecchia e funziona come una Repubblica indipendente autoproclamata, con segnali stradali, stemma araldico e una Costituzione in 41 articoli incisa in tante lingue su lastre metalliche appese in Paupio gatve,

abbiamo percorso Pilies gatve con i suoi mille negozi e bancarelle di ambra, ristoranti tipici, chiese (quante chiese) e vicoli laterali che a volte impongono di abbandonare la strada principale.

In fondo a Pylimo gatve si arriva poi alle stazioni ferroviaria e dei bus. Il tempo di trovare una fermata e già eravamo su un bus che a regola andava verso la torre della televisione. Volevamo assolutamente andare a vedere la torre, in quanto simbolo dell’opposizione lituana al regime sovietico. Là, infatti, nel gennaio 1991 i carri armati sovietici avevano fermato i manifestanti che protestavano contro l’occupazione sovietica. A pianterreno c’è una piccola mostra di fotografie dell’epoca e croci lignee che ricordano le 14 vittime lituane dell’offensiva sovietica.

La torre è alta 326 metri, ma l’ascensore porta solo fino al diciannovesimo piano. Lì c’è il ristorante da cui si gode di una vista a 360 gradi di Vilnius e dintorni. Il ristorante è vagamente tamarro, con i suoi divani in pelle e la piattaforma girevole, ma a quanto pare piace molto a turisti e lituani (su tutti tavoli vuoti c’era il cartellino ‘Riservato’), e i piatti avevano un profumo e un aspetto ottimi. Noi non ci abbiamo cenato, visto che si poteva anche fare il giro al piano per guardare fuori. Ci è andata bene (ma veramente bene) che il tempo era bello.

Il cielo era pulito, senza nuvole, e i colori erano nitidi e brillanti. Probabilmente è uno dei panorami più belli che ho mai visto. I colori principali erano il bianco-grigio dei palazzi (quasi tutti, per lo meno fuori Vilnius, erano di quel colore) e il verde dei parchi e delle aree verdi, che sembrano essere veramente ovunque. Il sole del tardo pomeriggio sembrava riscaldare i colori e smussare gli angoli degli edifici, mentre proiettava, lunga e sottile, l’ombra della torre sul verde dei boschi. Che vista.

Non male come primo giorno.

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