Lithuania 2016 (8/10). Straight to the tip

[Italian version below]

First thing the next day we spent the morning in Juodkrante, a tiny village in the centre of the peninsula. Juodkrante is peaceful and enjoyable, plus it is home to the Hill of Witches, an outdoor sculpture museum located on a hill across the street from the lagoon, right off the main road.

There is a footpath that goes around the perimeter of the hill, which is entirely covered in pine trees (forest, yay) and scattered with the finest wooden sculptures of fairy-tale and human-like creatures, plus animals of all species.

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We struggled to find the entrance, which I still can’t quite explain, as a massive wooden sculpture sitting on a ‘Hill of Witches’ sign located on the main road points toward the hill. There is no way you can fail to see it while strolling down the footpath on the coast.

The best way to finish off our Neringa experience was the walk from Smiltyne to the very tip of the peninsula. The overcast sky was a bit like a cloudless sky on the brightest of days, if compared with the three subsequent heavy storms that had soaked us in in the morning as soon as we’d left the hostel.

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The wind grew stronger and stronger as we approached the tip. By the time we reached the concrete platform overlooking the sea, right where the lagoon meets the sea, the wind was blowing so hard we could barely hear each other talking. But there was no need to talk. The view had such a powerful feel to it that no extra words were required.

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Right next to the concrete blocks flanking the platform, the sandy beach that ran all the way down the western side of the peninsula as far as Kaliningrad (where the Spit is connected to Russian mainland) began. I would positively struggle to find the words to explain how the dark greyish blue of the rough sea matched with the whitish grey of the sky and the most beautiful sand I’ve ever seen.

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It looked like it had been covered in black dust, so that the wind drew shapes on the beach surface and made every footprint three-dimensional from a distance. Looking at the beach you could also see how the sand gradually gave way to the grass, and then to the forest toward the inland.

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We were eventually able to look away from the beach and return to Klaipeda. The plan was to be back in the hostel quite early and prepare to leave for Kaunas the next morning.

The Curonian Spit is truly one of the most amazing places I’ve ever seen in my life. The forest, the dunes, the beach and the sea strike a perfect balance that results in what can rightfully be described as a perfect display of the forces of nature. Whether it’s sunny or stormy, windy or warm, the peninsula offers a wide range of views, sceneries and landscapes. But don’t worry about the weather: all of the above are equally unique in their own breathtaking way.

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Lituania 2016 (8/10). Dritte alla punta

La mattina dopo siamo partite subito per Juodkrante, un piccolo villaggio nella parte centrale della penisola. Juodkrante è una piccola oasi di pace e tranquillità. È lì che si trova la Collina delle Streghe, un parco di sculture all’aria aperta allestito su una collina proprio davanti alla laguna e affacciato sulla strada principale.

C’è un sentiero che consente di percorrere tutto il perimetro della collina, che è ricoperta di pini (un’altra foresta!) e disseminata di sculture lignee che ritraggono personaggi fiabeschi, mostri, figure umane e animali.

Ci abbiamo messo un po’ a trovare l’ingresso. Ancora non me lo spiego, visto che proprio sulla strada c’è una gigantesca scultura in legno seduta sul cartello ‘Collina delle Streghe’ e accompagnata da una freccia altrettanto grande. Uno non può non vederla mentre passeggia lungo la costa.

Il modo migliore per chiudere in bellezza il giro di Neringa? Ovviamente camminare da Smiltyne fino alla punta della penisola. Il cielo era coperto, ma erano nuvole molto innocue rispetto ai tre diluvi in sequenza che ci avevano inondato la mattina appena uscite dall’ostello.

Il vento si faceva sempre più intenso, man mano che ci avvicinavamo alla punta. Quando siamo arrivate alla passerella in cemento affacciata sul mare, proprio dove la laguna incontra il Baltico, soffiava talmente forte che riuscivamo a malapena a sentire quello che diceva l’altra. Ma non occorreva parlare. La vista da lì era così potente da non richiedere ulteriori commenti.

Proprio accanto ai blocchi di cemento che circondavano la passerella iniziava la spiaggia che poi correva lungo tutta la costa occidentale di Neringa, fino a Kaliningrad (in Russia, dove la Curlandia è collegata alla terraferma). Mi riesce molto difficile trovare le parole per descrivere l’accostamento fra il mare blu-grigio in tempesta, il cielo bianco e la sabbia più unica che abbia mai visto.

Sembrava ricoperta di polvere nera e il vento disegnava forme sulla superficie della spiaggia, mentre da lontano le orme dei piedi nudi sembravano tridimensionali. Dalla passerella si vedeva anche come la spiaggia gradualmente diventasse prato e poi, verso l’entroterra, foresta.

Alla fine siamo riuscite ad allontanarci e tornare verso Klaipeda. Il piano era rientrare in ostello abbastanza presto da fare i bagagli con calma, visto che la mattina dopo partivamo per Kaunas.

La Curlandia è senza dubbio uno dei posti più incredibili che io abbia mai visto in vita mia. Le foreste, le dune, la spiaggia e il mare sono in equilibrio perfetto e manifestano le forze della natura nella loro forma più pura. Sole o pioggia, vento o caldo, non importa: ci sono sempre paesaggi e panorami da vedere. E non c’è da preoccuparsi: sono tutti meravigliosi, ognuno a modo suo.

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