Norway 2013 (6/6). The longest night near Torp

[Italian version below]

All I wanted was to arrive at Torp airport asap, get hold of a corner in the departures hall, and sleep. It had been one of the longest days. I’d been around the centre, and I’d visited Vigeland Park, which turned out to be one of the most fascinating sculptures park ever. Then I’d got lost and I’d had to walk all the way back from Bygdøy allé to Oslo Fortress. I was knackered. At that point I yearned for a seat on the bus to the airport.

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I arrived at Torp around 10.30 in the evening. Upon entering the building, I noticed that it was suspiciously quiet and silent, but at first it didn’t feel particularly weird. Soon, however, I overheard an employee say to a colleague ‘Yeah, no, soon everybody will be leaving the area’. What. I ran outside to check any sign on the glass doors. Bloody hell. Shuts at 01.00 and reopens at 4.30 (or 5 o’clock, but that’s irrelevant). What the actual fuck.

I literally chase after the men whose conversation I’d overheard. ‘Excuse me, I’ve just learned that the airport is shut at night. I have an early flight tomorrow morning and nowhere to sleep, are there any hotel/motel/hostel/ anything really where I could go?’. Pretty please? Say there is. Say there is.

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‘Oh well there’s a motel around a kilometre from here. Or you can go and sleep on the stairs in the car park over there’.

I pondered in the atrium, evaluating my options. But the car park was not an option. I was exhausted from the sleepless night in the train and the unimaginably long walk in Oslo, so I needed some sleep. Plus, let’s face it, the car park didn’t look like the safest place. Ok motel, motel sounds good, sounds comfy. Now, a taxi.

After asking the man for the name of the motel, I went over to a cab outside the airport. Seconds before approaching the driver, though, I checked my purse. No cash left. Fuck. ‘Hi! Excuse me, I need to go to this motel, but have no cash. Can I pay with credit card?’. Of course, only cash accepted. (Seriously, this must be the only Norwegian taxi where you can’t pay with credit card) Okay, I need an ATM. ‘There’s a station service over there, I can drive you there, so you get cash from the counter. Then I’ll drive you to the motel’. Now that sounds like a plan.

‘I’m sorry, the transaction has failed. Would you like to try again?’. What. ‘O-ok, I’ll give you this card.’

‘I’m sorry, apparently this one doesn’t seem to work either.’

Excuse me. Shit.

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It took me a few minutes to focus, walk back to the taxi, confess to the driver that there must have been some technical issue with my credit cards (which I later found out there had been), and I had no cash to pay him for the ride.

He was silent for a few seconds, then replied: ‘Oh it doesn’t matter, I’ll drive you anyway’.

I think I love you, whoever you are.

‘Also, unless you want to pay for a room, you can try asking the receptionist if you can sit or lie on a couch in the hall. This way you might not have to pay a krone’.

Ok yes I love you loads.

I managed to mutter some ‘thank you’ thirteen or fourteen times before getting out of the taxi. I did as he suggested, and did spend a few hours nestled in an armchair in the hall. ‘Yeah sure, no problem!’, said the lady at the reception. ‘Would you like a glass of water? The toilet is over there, if you need to go’.

Oh you Norwegians.

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I asked if I could have a cab pick me up at the motel at 4.30 in the morning. I also explained to her the problems I’d had with my credit cards. Turned out, one had been temporarily blocked when I paid the hostel. The other worked, so I was able to ‘draw’ enough krones to pay for the taxi ride back to Torp and buy some breakfast. We pretended I paid 200 krones by card, then she gave me 200 krones in cash.

I even managed to sleep a whole hour and a half, after the initial panic subsided and sleep took over. I arrived at Torp in good time to have breakfast and catch my flight back home.

I will never forget the huge amount of kindness that all the people I met showed when I didn’t know what to do. All’s well that ends well, I guess.

 


 

Norvegia 2013 (6/6). La lunga notte vicino a Torp

Volevo solo arrivare in aeroporto il prima possibile, ritagliarmi uno spazietto sul pavimento della sala partenze e dormire. La giornata era stata infinita. Ero stata in giro per il centro e poi ero andata al Parco Vigeland, che si è rivelato uno dei parchi di sculture più incredibili di sempre. Poi mi ero persa per tornare in centro avevo dovuto fare da Bygdøy allé alla Fortezza di Oslo a piedi. Ero a pezzi. Ormai sognavo di sedermi sul bus per l’aeroporto.

Sono arrivata a Torp verso le 22.30. Appena entrata, ho notato che era stranamente molto silenzioso e tranquillo, ma al momento non mi è parso strano più di tanto. Poi però ho sentito che un impiegato diceva a un collega: ‘Sì, no, ma adesso facciamo andare via tutti’. Eh? Sono corsa a cercare qualche indicazione sulle porte trasparenti all’ingresso. Oh no. Chiude all’una e riapre alle 4.30 (forse le 5.00, ma non è questo il punto). Oddio. Rincorro il tizio che avevo sentito parlare. ‘Scusi, ho appena scoperto che l’aeroporto chiude stanotte. Ho il volo presto domattina e non so dove dormire, sa se ci sono hotel/motel/ostelli/qualsiasi cosa dove io possa andare? Daii sìì? Dì che c’è. Dì che c’è.

‘Guardi c’è un motel a circa un chilometro da qui. Oppure puoi dormire sulle scale del parcheggio laggiù’.

Ci ho pensato un attimo, davvero. Ma l’opzione parcheggio non era contemplabile. Ero distrutta dalla notte prima in treno e le ore infinite a zonzo per Oslo. Volevo dormire. E quel parcheggio aveva l’aria di essere un po’ poco sicuro, anche per i miei non-esageratamente-alti standard. Vada per il motel, mi piace. Nei motel ci sono i materassi e si dorme sdraiati. Ora mi serve un taxi.

Scoperto il nome del motel, sono uscita dall’aeroporto. Prima di avvicinarmi a un taxi, ho controllato il portafoglio. Contanti finiti. Ops. ‘Scusi, devo andare a questo motel, ma non ho contanti, posso pagare con la carta?’. Ovviamente no, solo contanti. (Ho fermato l’unico taxi norvegese senza pos.) Devo prelevare. ‘Là c’è un autogrill, ti porto lì, così prelevi alla cassa. Poi ti porto al motel’. Mi piace il tuo spirito.

‘Mi spiace, la transazione non è andata. Vuole riprovare?’. Come. ‘Ahem, sì, no, cambiamo carta.’

‘Mi spiace, non va neanche questa’.

Come non va. Oddio.

Mi ci è voluto qualche minuto per capire cosa stesse succedendo. Tornata dal tassista, gli ho confessato che doveva esserci stato qualche problema tecnico con le carte (che poi ho scoperto esserci stato davvero) e non avevo contanti per pagargli la corsa. Qualche secondo di silenzio, poi mi ha detto: ‘Dai non fa niente, ti ci porto lo stesso’.

Io ti voglio bene, chiunque tu sia.

‘Che poi, se non vuoi pagare per la stanza, puoi chiedere in reception di metterti su un divano nella hall. Così non devi pagare una corona.’

Ti voglio veramente tanto bene.

Dopo aver messo insieme due parole per ringraziarlo quelle quindici volte buone, sono scesa dal taxi. Ho fatto davvero come mi ha detto lui: ho chiesto di poter restare qualche ora lì in una poltrona nella hall. ‘Certo, senza problemi’, mi ha detto la signora in reception. ‘Vuoi dell’acqua? Se ti serve, il bagno è là’.

Ahh voi norvegesi.

Ho chiesto se poteva chiamarmi un taxi per le 4.30. le ho spiegato anche il problema delle carte. È saltato fuori che una era stata bloccata temporaneamente dall’ostello quando ho pagato all’arrivo. L’altra ha funzionato, così sono riuscita a farmi dare abbastanza contanti per pagare il taxi del mattino e la colazione. Abbiamo fatto finta che io pagassi 200 corone con la carta, poi lei me le ha date in contanti.

Sono anche riuscita a dormire un’intera ora e mezza, una volta sistemato il tutto e con il sonno che avevo. Poi sono arrivata a Torp in tempo per far colazione e prendere il mio aereo per Orio.

Non mi scorderò mai la generosità più pura che tutte le persone che ho incontrato hanno dimostrato nei miei confronti quando non sapevo che fare. Ma tutto è bene quel che finisce bene. Si dice così, no?

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