Norway 2013 (1/6). Preliminary remarks

[Italian version below]

There is a lot I could say about my third time in Norway. It made for quite a pivotal turning point in my travelling. Most importantly, it made for my first actual solo travelling experience. Sure, prior to that I’d already gone on solo trips, such as the two-day post-Christmas break in Leeds and York in 2012, during my Erasmus semester in Bristol. That, though, wasn’t actual travelling. So yes, Stavanger is a first.

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Another reason Stavanger marks a turning point in my travelling experience is that, in a relatively short time span (barely five days) all the things that could possibly go wrong did go wrong, when they didn’t go awfully wrong. I won’t dwell extensively on each of them, but please allow me to make a list of the top highlights, which I’ll be expanding on in the subsequent entries. With hindsight, I literally love and remember fondly and vividly each and every moment of those five days.

1. The flight took a little longer than expected, and a couple of extra flights.

2. I unexpectedly happened to sort of kind of ‘climb’ a mountain without realising what was going on until it was too late to go back.

3. I was offered the timeliest lift even without hitchhiking in the first place.

4. I had the most uncomfortable night train experience ever.

5. I discovered that Torp airport shuts down at night only after arriving at the airport to spend the night there. Any attempt to avoid homelessness for the night was complicated by the fact that I had no cash left and both my credit cards ceased to function at the same time that evening.

Overall, what a week I had.

 


 

Norvegia 2013 (1/6). Considerazioni preliminari

Avrei molte cose da raccontare sulla mia terza volta in Norvegia. È stato un punto di svolta nella mia capacità di viaggiare e, soprattutto, è stato il mio primo viaggio in solitaria. Okay, già prima ero stata in giro da sola, tipo quando sono andata a Leeds e York subito dopo Natale nel 2012, mentre ero a Bristol per il mio semestre Erasmus. Quella due giorni, però, non la considero come un vero e proprio viaggio. Quindi sì, Stavanger è stato il primo.

Stavanger ha cambiato il mio approccio al viaggio anche in un altro senso. Relativamente poco tempo (neanche cinque giorni) tutto quello che poteva andare storto è andato storto, per non dire veramente storto. Non mi dilungherò più di tanto su ogni sfiga che ho avuto, ma vi prego, lasciate che elenchi brevemente gli highlight principali, a cui sono dedicati gli articoli successivi. Anche adesso amo ripensare a tutti quei momenti, che, fra l’altro, ricordo ancora veramente come fosse ieri.

1. Il viaggio di andata ci ha messo giusto un pochino più del previsto, più un paio di voli extra.

2. Mi sono inaspettatamente trovata tipo a scalare una montagna. Solo che quando me ne sono resa veramente conto era tardi per tornare indietro.

3. Nel momento più opportuno mi è stato offerto un passaggio in macchina senza che neanche avessi fatto l’autostop.

4. Ho passato il viaggio notturno in treno più scomodo della storia.

5. Ho scoperto che Torp chiudeva di notte solo dopo essere arrivata lì pronta a passarci la notte. Qualsiasi tentativo di non restare senza un tetto è stato complicato dal fatto che non mi erano rimasti contanti ed entrambe le carte di credito hanno deciso di smettere di funzionare allo stesso tempo. Entrambe. Quella sera.

Nell’insieme, non male come settimana.

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